Vittorio Sgarbi, dopo flop su Rai Uno, vuole fare chiudere Il Fatto

By on maggio 20, 2011
vittorio sgarbi

Vittorio Sgarbi (nella foto), dopo la sospensione immediata del suo programma su Rai Uno, ha individuato un possibile colpevole: Il Fatto Quotidiano. “Voglio farlo chiudere, diffonde solo menzogne – ha detto il critico d’arte. – Chiedo 10 milioni di euro per gli articoli dei giorni scorsi, quelli in cui mi si indicava come esecutore della mafia, perché è una cosa di una gravità assoluta”.

Giampaolo Cicconi, avvocato del conduttore tv, ha annunciato che nelle prossime ore sarà recapitata al giornale diretto da Padellaro una diffida “ad eliminare immediatamente dal sito web l’articolo del 17 maggio, firmato da Sonia Alfano dal titolo ‘Salemi e le amicizie pericolose’, nonché quello intitolato “Vittorio Sgarbi , Saverio Romano e l’amico di Salemi sorvegliato speciale” e dei successivi, in quanto palesemente diffamatori”. Nel documento, spiega il legale del critico d’arte, “è compresa una richiesta di sequestro preventivo nel caso in cui il quotidiano non ottemperasse”.

In arrivo, stando a quanto scrive Il Fatto Quotidiano, c’è anche una querela perché il giornale di Marco Travaglio avrebbe diffuso dati falsi relativi ai costi di Ci tocca con Sgarbi. Insomma, il Sindaco di Salemi e gli uomini di Padellaro sono ai ferri corti. Che Sgarbi non sopportasse Il Fatto Quotidiano era fatto noto da molto tempo. E dunque, per certi aspetti, la decisione del Sindaco di Salemi non stupisce nemmeno più di tanto.

Ieri, in conferenza stampa, l’opinionista vicino al Pdl aveva spiegato perché il suo programma era costato tanto e aveva addebitato il flop oltre che al presunto boicottaggio della Rai e alle critiche negative di alcuni quotidiani, anche al pubblico. La cultura costa e costa anche in tv – aveva detto Sgarbi. – I programmi fatti in economia sono puro orrore. Fai una cosa ambiziosa perché credi che la cultura possa prevedere un investimento. Io non mi sottraggo alla tv trash a cui porto ascolti, ma non è che siccome va bene Avetrana va fatta in prima serata. Perché a scuola si studia il latino e non Avetrana o non si fa l’audience di una lezione di biologia? Chi esclude che io diventi direttore generale della Rai? La tv farà l’8%  e sarà in passivo come La Scala”. Tanto, come sempre, pagherebbero i cittadini.

About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *