Annozero, Marco Travaglio: cacciare Santoro era il sogno della Rai

By on giugno 7, 2011
marco travaglio

Ieri la Rai e Michele Santoro si sono detti addio. In attesa di sapere più dettagli sul divorzio, è certo che nella prossima stagione televisiva su Rai Due non ci sarà spazio per Annozero, trasmissione in onda dal 2006 e che ha fatto segnare un crescendo di successi (e polemiche).

Viale Mazzini e Michele Santoro – lo sappiamo tutti – non si sono mai sopportati. Il giornalista è stato sempre accusato dai dirigenti di essere molto parziale e poco obiettivo. Poco rispettoso degli uomini di potere. Silvio Berlusconi non lo sopporta, inutile ricordarlo, ma nemmeno nel centrosinistra, a parte Antonio Di Pietro, hanno dimostrato grande simpatia per il giornalista.

Di Annozero Marco Travaglio (nella foto) è stato una colonna portante: c’è chi teorizza – e probabilmente non ha tutti i torti – che senza il vice direttore de Il Fatto Quotidiano gli spettatori sarebbero stati qualche milione in meno. Ieri c’era la fila per chiedere a Travaglio un commento sulla vicenda: “Non poteva andare avanti all’infinito. Non si può restare per sempre in un’azienda che non ti vuole. Da anni la tv di Stato ostacola il programma d’informazione più visto della televisione italiana, nonostante gli introiti pubblicitari e il prestigio che i record di ascolti di Annozero garantiscono – ha spiegato il vice direttore de Il Fatto. – Sono riusciti ad affondare l’ammiraglia della loro flotta. Si sono sparati sui piedi, sport in cui eccellono da 15 anni a questa parte. Sono dei geni a farsi del male. Ogni colpo che danno alla Rai è qualche milionicino che entra nelle casse di Mediaset, è ovvio. Eppure cacciare Santoro era il sogno della tv di Stato”.

Per l’ex europarlamentare si parla di un approdo a la7. I moltissimi ammiratori di Travaglio si augurano che i due possano continuare a collaborare: “Non so se passerà a La7 ma, nel caso, non credo proprio che cambi azienda per rifare Annozero…Anch’io a la7? Sono un giornalista di carta stampata, e sarei ben felice di poter dedicare più tempo al mio giornale. Se non andassi in tv, non ne farei una malattia. E se ci saranno delle proposte televisive compatibili con quello che so fare le prenderò in considerazione”.

About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.

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