Beppe Grillo, ad Annozero, bastona anche Fassino e Schifani

By on giugno 10, 2011
beppe grillo

Ieri sera è andata in onda quella che probabilmente è stata l’ultima puntata di Annozero. Come era facile prevedere, è stato record di ascolti. A seguire il sermone, le sfuriate e le dichiarazioni di amore (per la Rai) di Michele Santoro c’erano 8,4 milioni di telespettatori, share del 32,3%. Cifre davvero clamorose, specie considerando che si tratta di un programma di informazione. A parte le partite di calcio e il Festival di Sanremo, rarissimamente una trasmissione tv riesce a raggiungere certe vette. L’ex europarlamentare lo ha ricordato più volte, ieri: “Noi facciamo guadagnare soldi alla Rai, a differenza di Sgarbi, Minzolini, Ferrara e altri che li fanno perdere! Noi non siamo pagati coi soldi del canone, ma con quelli della pubblcità: milioni di euro! Grazie ai soldi che facciamo guadagnare alla tv di Stato, vengono finanziati i personaggi che i partiti vogliono!” E come dargli torto…

Oltre a Santoro, dettosi “disponibile a lavorare per un euro a puntata, lo spettacolo lo ha garantito Beppe Grillo (nella foto). Il comico genovese, come al solito, si è scagliato contro tutta la classe politica italiana: “Se un politico dice di non andare a votare, secondo me commette reato. Possono dire di votare sì o no, ma non invitare al non voto. Adesso coi miei legali stiamo vedendo se i Formigoni, i Bossi e tutta questa gentaglia che dice di non andare a votare è perseguibile penalmente”.

Sui quesiti del referendum il blogger ha le idee chiarissime: “Il nucleare non lo faranno mai. In Italia non è fattibile. Primo: perché succederebbe una guerra civile. Secondo: non ci sono i soldi. Quindi sono più tranquillo sulla questione. Ma sull’acqua pubblica no. E’ un business da migliaia di miliardi di euro. I partiti sono favorevoli alla privatizzazione perché sono dentro le spa dell’acqua. Il mancato accorpamento di referendum ed elezioni amministrative è anche colpa anche del Pd meno L e dell’Idv. E’ colpa anche di Fassino. Il disaccorpamento ci costa 320 milioni di euro: dovrebbero restituirli i politici, o i partiti per loro!

L’ultima stoccata è per Schifani: “Abbiamo raccolto 350mila firme quattro anni fa. Chiedevamo: via i condannati dal parlamento, un massimo di due legislature e il voto di preferenza. Ci hanno accusato di essere l’antipolitica, di essere ostili (…). Queste firme sono nella cantina del senato. Allora, caro Schifani – e ti do del tu perchè non ho nessuna stima di te – che cosa ca… vuoi fare di queste 350mila firme? Vuoi che le veniamo a prendere?

About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.

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