Hotel Patria di Mario Calabresi: la tv fatta bene

By on giugno 7, 2011
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Nei giorni in cui si discute di futuri palinsesti, “tele-mercato” e assetti televisivi stravolti, ci permettiamo di fermarci un attimo per sottolineare un caso di “tv fatta bene” (citazione), calma, non urlata, ragionata e per questo “fuori moda”, ma nell’accezione migliore e più “rassicurante” del termine.

Parliamo di “Hotel Patria”, il nuovo programma in onda il lunedì in prima serata su Rai 3, condotto da Mario Calabresi (foto), direttore del quotidiano torinese La Stampa.

Hotel Patria, “nonostante” (lo scriviamo volutamente tra virgolette) sia risultato ieri sera tra le sei reti Rai e Mediaset, quello con il minor dato di ascolto (ammesso che per Rai3, in una serata quasi estiva, 1 milione e mezzo di telespettatori siano pochi) ha confermato che c’è ancora spazio per far buon uso della “cattiva maestra tv” (Karl Popper).

In uno studio dalla scenografia sobria e “riposante”, senza lustrini, pailettes o inutili luci accecanti, Calabresi ha messo davanti alla telecamera solo ed esclusivamente le storie e i loro protagonisti. La sua voce calda e dolcemente seducente, raccontando di “passione, coraggio, amore e talento”, ha svelato ai telespettatori italiani che esiste al di là delle urla, dei litigi e delle beghe continue (nord vs sud, sinistra vs destra, grassi vs magri, belli vs brutti) un paese che vive e che sa ancora risolvere i problemi, trovare le soluzioni, sorridere e sperare.

Senza urlare, senza l’ansia da “scoop cronachistico” o da “tele-tribuna” e soprattutto senza offendere nessuno e prendersela con il primo vicino diabolico su cui scaricare colpe e maledizioni della propria esistenza.

Ecco così che è stato possibile trovare chi davanti alla scomparsa di un proprio parente, ha deciso di andare avanti credendo in un sogno, credendo nella vita, sua e degli altri.

Ecco così che è stato possibile “tornare” sui banchi di una scuola forse dimenticata per descrivere  pregi e speranze legate ad una “struttura fisica” che è innanzitutto carne, mente e voce di chi la abita e vorrebbe continuare a farlo, a prescindere dal colore della pelle, dalla terra di origine, dalla forma degli occhi, perché la scuola è scuola e la conoscenza è universale e ancor più ricca se condivisa e “concimata” da esperienze differenti.

Complimenti dunque a Calabresi (che non ha mancato riferimenti sinceri alla sua esperienza di vita) e un invito a chi si fosse perso i racconti della prima puntata a dare uno sguardo a Rai3, lunedì prossimo.

About Sabino Ferrucci

4 Comments

  1. giorgio

    giugno 7, 2011 at 20:38

    Condivido quanto scritto in questo bell’articolo. Calabresi è davvero una persona per bene, tanto colta quanto discreta. La sua trasmissione, come i suoi bellissimi libri sono l’espressione di questo: vuole informare, creare voglia di sapere e di capire senza volgarità e senza insulti. Grazie davvero a Mario Calabresi per la sua trasmissione e per il suo lavoro.

  2. Loretta

    giugno 8, 2011 at 15:38

    Condivido pienamente l’articolo scritto. Grazie a Mario Calabresi e al suo impegno…..è la dimostrazione che SE SI VUOLE,SI PUO’ FARE UNA TELEVISIONE per tanta gente che ha voglia di ascoltare, conoscere, con modi pacati e senza tanta “patina aggiunta”!

    Grazie.

  3. Pingback: Ospiti stasera a Ballarò, Di Pietro, D’Alema, Fitto e Camusso | LaNostraTv

  4. franca

    giugno 28, 2011 at 13:05

    si!è epossibile fare della bella TV senza tette, culi e cretinate a valanga! questo è il tipo di TV pubblica che vorremmo sempre vedere. grazie mille a Rai 3!

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