Milena Gabanelli: se la Rai non vuole Report, lo dica

By on giugno 23, 2011
rai viale mazzini

Il rapporto tra Milena Gabanelli e la Rai (nella foto la sede, in Viale Mazzini) potrebbe non continuare. Non certo perché Report è stato un flop. Tutt’altro. Il programma d’inchieste giornalistiche è tra i più seguiti nel suo genere. La trasmissione ha ottenuto ascolti e share sempre sopra la media di Rai Tre. Ma l‘informazione scomoda, come dimostra anche l’inchiesta P4, non piace proprio ai vertici di Viale Mazzini. Michele Santoro è già stato abbattuto. La prossima a essere fatta fuori sembra essere Milena Gabanelli, indubbiamente la più brava delle giornaliste del panorama televisivo italiano. Se la Rai fosse un’azienda normale, come abbiamo più volte detto, non si lascerebbe certo sfuggire una che fa ascolti e informazione di qualità. Il problema, paradossalmente, è proprio quello.La Gabanelli si sente boicottata. Sa bene che i vertici della tv di Stato stanno adottando tutte le misure necessaria per farla desistere. Ora, però, attraverso le pagine del Corriere della Sera, pretende chiarezza. “Il direttore generale Lorenza Lei dica se vuole disfarsi di Report. Non sono attaccata alla sedia con il Vinavil. Ma lo dica ora. Diversamente, non si può pensare di mandare le persone in una sommossa senza il casco. Siamo fermi perché a queste condizioni non si comincia a lavorare. Non è la fine del mondo se la Rai non vuole più Report. Basta dirlo, senza trovare pretesti. Un programma di inchiesta – ha spiegato la giornalista – non può reggersi solo sulle nostre spalle. Ad altri la tutela legale viene data. Un esempio? Giuliano Ferrara. In 14 anni di Report io e la mia squadra abbiamo dimostrato grande senso di responsabilità – ha detto ancora la Gabanelli. Tutte le cause contro di noi si sono concluse con l’archiviazione e la condanna del ricorrente a pagare le spese”.

La conduttrice di Report ha precisato che non è in trattative con la7 in quanto prima vuole una risposta precisa della Rai a proposito della tutela legale. Senza quella, il programma non andrà in onda. E in molti, tra politici e dirigenti della tv pubblica, stapperanno lo spumante. Sul web, invece, gli abbonati Rai sono sempre più infuriati.

About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.