Tamarreide: Aldo Grasso “una pura imitazione di Jersey Shore. Programma modesto”

By on giugno 15, 2011
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Il principe dei critici televisivi non è stato tenero con Tamarreide. Parliamo di Aldo Grasso (foto), prestigiosa firma del Corriere della Sera e primo e più temuto tra i giornalisti che si occupano di programmi tv. Nella “puntata” di oggi di “A fil di rete” (sua rubrica sul CorSera), dedicata proprio al docu-reality di Italia 1 (in onda ogni lunedì alle 21:10), Grasso dice a chiare lettere che Tamarreide non è altro che “una pura imitazione di Jersey Shore”, programma “madre” da cui è stata “gemmata” la versione italiana.

“È ovvio che senza l’esperienza americana di «Jersey Shore»” – scrive oggi Grasso – “nessuno avrebbe mai pensato a un programma simile”. “Il fatto è che” – continua il giornalista – “mentre nel New Jersey, a Brooklyn, a Staten Island i «Guidos» (ovvero i nostri tamarri – ndr) sono una realtà sociale con cui fare i conti (ragazzi di origine italiana che parlano un inglese particolare, non conoscono le buone maniere, si esprimono sopra le righe), come dimostrano i libri che in America sono usciti sul fenomeno, qui ci troviamo di fronte a una pura imitazione”.

Tamarreide Fiammetta Cicogna docureality Italia1

Nella “nostra” Tamarreide (viaggio nell’Italia dei tamarri attraverso le storie di 8 ragazzi, rigorosamente quattro uomini e quattro donne che in sella ad un super autobus, anch’esso tamarro, spiegano il loro approccio “filosofico” con la vita) in effetti, ad un primo fugace sguardo, non si possono non notare alcune “forzature” che confermano l’analisi dell’acuto critico del Corriere della Sera.

Il fulcro dell’analisi di Grasso, lo ribadiamo e lo condividiamo, è che il programma italiano risulta “forzato e non rappresentativo” (al contrario dell’obiettivo per cui era stato pensato e riproposto in Italia) della “young generation tamarra” made in Italy.

Spiega infatti magistralmente Grasso “non bisogna certo far l’errore di prendere un programma ed elevarlo a rappresentazione di una categoria; alcuni generi, come il talk show o il reality, sono dei contenitori che, per soddisfare le proprie esigenze, modellano a piacimento gli ospiti”.

E poi conclude “in attesa di capire se i vari protagonisti, dal postino Claudio alla vocalist Marika, dallo spogliarellista Manuele alla cubista Cristina, ci siano o ci facciano, resta forte però l’impressione di programma modesto, molto modesto. Tanto povero di idee quanto ricco di cattivo gusto”, senza tralasciare un severo commento per la conduttrice.

Verrebbe da dire: “e se l’ha detto Grasso…”

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