Enrico Mentana bacchetta la7: faccia chiarezza su Michele Santoro

By on luglio 1, 2011
enrico mentana

Le trattative fra Michele Santoro e la7 sono saltate. Il giornalista, qualche settimana fa, sembrava a un passo dall’approdo alla rete amministrata da Telecom Italia. Lo stesso Enrico Mentana (nella foto) aveva confermato che l’accordo era vicino. Poi, però, il rallentamento. Netto, evidente. Le cose si sono trascinate un po’ per le lunghe e non per ragioni economiche, bensì editoriali. L’ex dipendente della Rai voleva garanzie assolute rispetto alla sua libertà di espressione. La7, invece, voleva in qualche modo controllare il lavoro di Santoro e dei suoi collaboratori. La rottura pare ormai insanabile. Secondo il 60enne, il contratto non è stato fermato per un semplice motivo: il conflitto d’interessi. Il presidente del consiglio averebbe tutto l’interesse a non fare sorgere un terzo polo televisivo, veramente concorrenziale rispetto alla Rai e a Mediaset. Il giornalista ha anche detto che la sua personale battaglia per la libertà d’informazione nel nostro paese non si fermerà qua.

Nell’edizione serale del telegiornale, la7 ha dato ampio spazio alla vicenda. Enrico Mentana, da studio, ha voluto dire la sua. L’ex direttore del Tg5, come si sa, faceva e fa il tifo affinché il collega possa rafforzare la squadra. Per Mentana, la nota diffusa dalla rete Telecom per spiegare lo stop alla trattativa è troppo generica. Questo, in sintesi, il commento del direttore: “Occorre fare chiarezza. Non è che se Santoro non verrà da noi, allora vuol dire che la7 non è libera. A me nessuno, qui, ha mai detto come devo fare il mio lavoro ha detto ‘Chicco’. – Però non c’è dubbio che Michele è un grande professionista, un personaggio popolare, molto seguito. E dunque sarebbe meglio averlo, piuttosto che lasciarlo alla concorrenza. Lui ha posto la questione del conflitto d’interessi. Ecco, mi aspetto che l’azienda debba fare chiarezza da questo punto di vista. Fino a pochissimo tempo fa l’accordo sembrava cosa fatta, ora improvvisamente è saltato tutto. Bisogna capire il perché”. Santoro la sua risposta ce l’ha già. Sarà capace, l’ad Stella, di smentirlo? Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni.

About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.

3 Comments

  1. giampaolo

    luglio 1, 2011 at 17:04

    Siete troppo ossessionati dalla commedia infinita di santoro.BASTA non se ne può più.
    Certo è che il direttore Mentana se ne è tolti di sassoloni dalle scarpe.Ditegli di essere meno di parte,poichè le notizie si possono dare in vari modi,senza ammiccamenti e sottintesi.Non è bello sputare nel piatto dove per anni si è mangiato,qualunque sia il motivo.Ricordati che ogni medaglia ha il suo rovescio.A buon intenditore poche parole.
    Cercate di fare un telegiornale meno di parte e più neutro verso tutte le formazioni politiche.Buon lavoro

  2. Pingback: Su Il Venerdì, elogio al Tg di Mentana: Piccolo: ci piace perché è normalissimo | LaNostraTv

  3. Guido De Marco

    luglio 3, 2011 at 12:02

    Le vere ragioni della fumata nera della trattativa Santoro-La7 mi hanno lasciato di stucco. Avevo iniziato a considerare La 7 una rete potenzialmente altternativa ma il modo in cui è stata stroncata la trattativa con Santoro costituiscono un prezzo che La 7 rischia di pagare a lungo. Al di là del giudizio su Santoro, la questione di merito è se esiste la possibilità per La 7 di diventare una rete davvero indipendente. Al posto dei dirigenti ci penserei molto bene prima di lasciar andare via l’occasione di mostrarsi indipendente, spesso le opportunità non si ripresentano due volte ed i telespettatori perduti non si riconquistano con facilità.

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