La notte della rete: in diretta su Lanostratv.it. L’avvocato: “E’ una porcata”

By on luglio 5, 2011
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La notte della rete è appena cominciata. Sala affollata di giornalisti, cameraman e curiosi. Unico obiettivo: contrastare la legge bavaglio sul web. “Lanostratv.it” seguirà i tratti più salienti di questo evento in streaming su ilfattoquotidiano.it fino alle ore 20.

“Anche i politici hanno chiesto di fermare questo provvedimento che vuole mettere il bavaglio. Questo è un rischio che corre l’Italia. Ricordate: conoscere per deliberare” dichiara il segretario di Agorà Digitale. Ad accompagnarlo la bellissima e giovanissima Giulia Innocenzi, laureata alla LUISS e resa famosa da Michele Santoro, che poi presenta l’avvocato che è autore di sitononraggiungibile.it e ideatore di questa lotta contro il bavaglio, il quale dichiara: “Siamo spiriti liberi. Vogliamo fermare questo provvedimento. Non vogliamo che l’Italia sia un paese del Terzo Mondo, non vogliamo che l’Italia si chiuda. Il Parlamento può, ad esempio, sollevare il conflitto d’attribuzione. Può fermare questa delibera. Noi non ci fermeremo e nessuno ci fermerà. Questa è una porcata e alle porcate si reagisce in maniera seria”

Dal Gruppo “Futuro e Libertà”.Siamo d’accordo a sollevare il conflitto d’attribuzione. E soprattutto non è lecito incidere così sulla libertà d’espressione. E’ una golpe. E’ non è la prima volta che questo Governo attacchi il web. Sulla rete non ci sono padroni ed è questo che fa paura ad alcuni. Ricordiamo come il Referendum abbia avuto successo grazie alla rete”. Per Emma Bonino: “L’informazione è il punto nodale della democrazia. Non ha più senso arrestare, meglio silenziare, per incastrare il nemico”

Pier Luigi Bersani, segretario del Partito Democratico: “La libertà della rete è ossigeno vitale per le nostre democrazie. L’Italia è agli ultimi posti per libertà di espressione, oltre che oppresso dal conflitto d’interesse (del Presidente del Consiglio, ndr). Ho chiesto per questo che l’Agcom si fermi e consenta una riflessione più ampia. La democrazia italiana non può essere imbavagliata. E noi vigileremo”. La Notte della Rete non ha colori politici.

Vincenzo Vita, parlamentare del Partito Democratico: “L’Italia è un paese televisivizzato. Caro Calabrò, noi vogliamo tutelare il diritto d’autore, il lavoro intellettuale. Il problema è che quell’arcaica forma di tutela d’autore non è più valida. La legge va aggiornata e adeguata. Siamo nell’era di Internet. Non è lecito che l’Agcom si sostituisca ad un giudice e possa sentenziare anche la chiusura immediata di un sito internet. Annozero e Report hanno già parlato di queste cose, ma guarda caso non piacciono alla RAI. Questa battaglia non deve finire, domani l’Agcom deve bloccare tutto. Questa è una battaglia di libertà, è un fondamentale passaggio storico. Combattiamo tutti assieme”. Dario Fo, attore, regista e blogger italiano, collegato tramite Skype: “E’ una cosa da vomito. In Italia ogni cosa che non si può annientare, si distrugge. Non dobbiamo mai abbassare la guardia. Dobbiamo essere aggressivi come loro, basta essere formali ed eleganti. Siamo scocciati. Bisogna informarsi e informare in questo momento. Non torniamo al passato, vi prego”. “La tv produce esclusione che il potere può utilizzare, mentre la rete è e deve rimanere un’altra cosa. Riformiamo la Siae dice qualcuno” afferma il conduttore dell’evento.

Per le Associazione dei Consumatori: “Non è possibile che un reato penale venga gestito dall’Agcom. Non scavalchiamo la magistratura. Calabrò non vuole interloquire. Difendiamo i nostri diritti”. Roberto Natale, presidente del Sindacato dei Giornalisti: “L’informazione è un bene comune, l’hanno detto gli Italiani al Referendum. L’Articolo 21 della Costituzione è indivisibile per tutti, giornalisti professionisti e non (la rete, ndr). Fuori le logge dalla Rai. Vogliono far credere che noi giornalisti vogliamo frugare tra le intercettazioni telefoniche, non è vero. Rigetteremo tutti i bavagli”. Un cantante, Piotta: “Non ho schiavi nè padroni. Sono disponibile a rinunciare al copyright. La condivisione libera sul web dà molti più sostenitori ad un artista durante i concerti, e questo i cantanti lo sanno bene. La Siae deve rinnovarsi: tutti, sia noi piccoli artigiani della musica sia le enormi multinazionali, paghiamo 1400 euro. Non è giusto”. Antonio Di Pietro, leader dell’Idv, dichiara: “L’Agcom non è indipendente. La forza della rete ha avuto la prova del nove con il referendum. In rete me ne dicono di tutti i colori ma io, attraverso la rete, ribatto e faccio valere i miei punti di vista. Il problema è che bisogna avere ragione, essere nel giusto. L’opinione pubblica deve avere tutti i punti di vista, e così potrà farsi un’idea. Prossimamente vogliono fare una legge bavaglio sulle intercettazioni ma, anche qui, il problema è: ma tu perchè li hai fatti? Questo è il momento più pericoloso della democrazia”. Un blogger: “Agcom, autorità semi-indipendente, vuole diventare cabina di regia di Internet e sottrarre alla magistratura il potere giudiziario. Per noi è già un successo aver sottratto da Chi vuol essere milionario, Tg1 o Tempesta D’Amore un migliaio di persone. E’ un golpe culturale e politico che vuole riconsegnare il potere ai signori della televisione“.

Peter Gomez, co-fondatore de “Il Fatto Quotidiano”: “Da domani tutti saremo censurati sia per motivi politici sia per motivi economici. E’ già successo a noi con Mediaset. La tv generalista perde ogni anno 1 milione di telespettatori e ora utilizza l’Agcom perchè politicizzata. Ma non ce la faranno, noi siamo più forti perchè informati e liberi”. Un giornalista: “Il diritto d’autore è una scusa per colpire chi fa libera informazione in rete. Una vecchia sentenza ha stabilito che non c’è differenza tra giornali e blog: sono punibili entrambi allo stesso modo. La delibera che domani verrà approvata sarà peggio di quella che ci aspettiamo noi oggi. La verità è che c’è una guerra commerciale tra Mediaset e Google”. Ascolti. Alle ore 20 sono più di 4 mila e 500 gli spettatori a seguire in diretta l’evento e più di 47 mila gli spettatori che si sono collegati dalle ore 17 su ilfattoquotidiano.it

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