Michele Santoro: farò comunque un programma, anche sul digitale

By on luglio 2, 2011
tutti in piedi

La trattativa fra la7 e Michele Santoro (nella foto) sembra ormai definitivamente saltata. L’ex conduttore di Annozero, in una nota, aveva detto che l’ostilità della Rai e di Telecom Italia nei suoi confronti era dovuta al famoso conflitto d’interessi. Intervistato da Il Fatto Quotidiano, il conduttore ha ribadito questa idea approfondendo altre tematiche, come quelle legate al mancato accordo. D’altronde, fino a poche settimane fa, la firma sul contratto sembrava cosa di poche ore. Persino il solitamente pacato direttore del tgla7, Enrico Mentana, aveva fatto capire in modo esplicito che una soluzione positiva era dietro l’angolo.Santoro non fa nomi su chi l’avrebbe fatto fuori, ma ha affermato che “c’è stato un intervento esterno per bloccare un’acquisto importante per realizzare un terzo polo televisivo che poteva diventare dirompente per il duopolio Rai-Mediaset. Se Sky e La7 raccogliessero insieme la pubblicità, sarebbe un terremoto. Perché Rai e Mediaset sono due aziende in profonda crisi che si tengono in piedi l’una sulle debolezze dell’altra. Quando i partiti, diversamente dalla Prima Repubblica, non rappresentano che i propri gruppi dirigenti senza un progetto culturale, le tv sottostanti ne risentono: dirigenti sempre più mediocri e incompetenti, nessuno sa cosa sia il prodotto, nessuno – ha aggiunto l’ex europarlamentare –  progetta né pensa né innova“.

Il giornalista ha spiegato che era disposto a firmare un contratto uguale a quello che gli presentò Mediaset negli anni ’90, ma ciò non è stato sufficiente. Problemi economici? Nessuno, stando a quanto ha affermato Santoro. Avrebbe lavorato per 315mila euro lordi l’anno, più eventuali bonus legati ascolti. Uno stipendio dimezzato rispetto a quello che prendeva nella tv di Stato. Il conduttore ha precisato che, se anche nessuno tra Rai e la7 lo vorrà, lui continuerà  a fare il suo lavoro. Gli esperimenti di Raiperunanotte e Tutti in piedi hanno dimostrato che si possono avere milioni di ascoltatori puntando su web, digitale, satellite e televisioni locali. Una cosa è certa: i partiti e tutti i detrattori di Santoro non se ne libereranno facilmente.

About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.

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