Su Il Venerdì, elogio al Tg di Mentana: Piccolo: ci piace perché è normalissimo

By on luglio 1, 2011
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text-align: center;”>Enrico Mentana Foto

Francesco Piccolo, scrittore e sceneggiatore (si ricordano tra le altre, le sue collaborazioni con Nanni Moretti per i film “Il caimano”, “Caos calmo” e l’ultimo “Habemus Papam”) pubblica questa settimana su Il Venerdì di Repubblica, un interessante intervento sul telegiornale di La7 e sul suo direttore, Enrico Mentana, da qualche ora al centro dell’attenzione dei “suoi” colleghi di rete, per aver chiesto chiarezza all’editore sulla “vexata quaestio” Santoro si, Santoro no (il riferimento è al suo passaggio dalla Rai, nella quale ha rescisso il contratto a La7 per l’appunto, passaggio animato da una ridda incontrollata di voci e ipotesi continue). Piccolo nell’articolo, si schiera a favore e a sostegno del telegiornale di “Chicco” perché “normalissimo”. Si, normalissimo. “Ci piace” – dice lo scrittore – “perché è un telegiornale del tutto normale”, ribaltando il parere diffusosi frettolosamente in questi ultimi anni, in base al quale anche le “news” (le notizie) debbano essere interessanti, spettacolarizzate, come direbbe qualcuno. Ma la “normalità” continua l’autore, non è l’unico elemento  o segreto dell’apprezzamento di Mentana. “Quando mi siedo e accendo la tv e comincia il telegiornale, mi rilasso”, perché sostiene Piccolo, il tg di Mentana è “normale, equilibrato e sereno”.

La serenità, altro punto di forza del tg di La7. Sostiene infatti Piccolo che Mentana, facendo leva su quelli che dovrebbero essere i “normali” canoni di un (tele) giornalista, è capace di restituire serenità al telespettatore che cerca di informarsi e di capire, magari al termine di una dura e infinita giornata di lavoro, che cosa sia realmente successo nel mondo, quali siano le notizie, i fatti importanti e che cosa possa essere trascurato, perché ininfluente, non degno di nota. I telegiornali infatti, appoggiando la tesi di Piccolo, da oltre una decina di anni si sono caratterizzati sempre più come prodotti ibridi nei quali inserire spessissimo notizie o vicende che non solo non hanno alcun “aggancio” con l’attualità ma che troverebbero migliore e più adeguata collocazione in altri contenitori televisivi. Risultato, la confusione del telespettatore.

Non manca poi da parte di Piccolo un ultima considerazione più personale e diretta sul conduttore che a suo dire dopo il passaggio da Canale 5 (leggi TG5) a La7 appare molto più rilassato e quindi capace di restituire ancora più sobrietà e interesse alla sua “serena” conduzione. Una bella analisi, originale come il suo autore. Da leggere!

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