Augusto Minzolini, direttore Tg1, rischia processo per peculato

By on agosto 22, 2011
augusto minzolini

Tempi duri per Augusto Minzolini (nella foto). Il direttore del telegiornale più antico d’Italia rischia di essere processato con l’accusa di peculato. L’ex giornalista de La Stampa ha speso circa 87.000 euro con la carta aziendale della Rai. La Procura di Roma ha appena chiuso le indagini volte a capire se quella cifra è stata utilizzata per scopi personali, oppure per ragioni legate all’attività lavorative. Nel frattempo, nel dubbio, Minzolini ha restituito a Viale Mazzini 68.000 euro e Mamma Rai l’ha “perdonato”.

L’Augusto nazionale, ad ogni modo, ha sempre negato, sia di fronte ai colleghi, sia di fronte ai giudici, che gli 87.000 euro fossero serviti ‘a fare la bella vita’ sulle spalle dei contribuenti italiani. L’ inchiesta della Procura di Roma era partita lo scorso marzo scorso dopo le denunce presentate da alcune associazioni per la tutela dei consumatori e dall’ Italia dei Valori. Le polemiche sulla carta aziendale della Rai erano però iniziate ben prima. A chiedere lumi ad Augusto Minzolini erano stati il presidente Paolo Garimberti e il consigliere di amministrazione Nino Rizzo Nervo (in quota Pd). I due dirigenti della tv di Stato avevano espressamente parlato di “stranezze”, in quanto il giornalista del Tg1 aveva “speso più del totale a disposizione dei 31 dirigenti Rai con la qualifica di direttore: 60 mila euro”.

Come era venuto fuori alla fine dello scorso anno, grazie alla relazione di Andrea Sassano, capo dello staff dell’ allora direttore generale della Rai Mauro Masi, gli 86.680 euro erano stati spesi nel seguente modo: pranzi, cene e viaggi di rappresentanza in ben 129 giorni di trasferta. Di esse, 40 erano avvenute nel week end. Nel rapporto redatto da Sassano, si citavano soggiorni nelle più belle città d’Europa e non solo: Venezia, Istanbul, Amburgo, Marrakech, Cannes, Londra e Praga. Minzolini si è detto tranquillo e certo di poter dimostrare che tutte le spese sono legate al suo lavoro. Povero direttore: non è che avrebbe bisogno di lavorare un po’ meno?

About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.

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