Condanna a morte in DIRETTA TV

By on agosto 6, 2011
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Quanti di voi molto spesso si sono trovati nella condizione di esclamare: “questa non è altro che la solita americanata”? O di identificare la produzione degli ultimi format in onda sulla nostra cara televisione, frutto di creatività d’oltreoceano? Cosa dire dei Reality? Proprio loro hanno spopolato e spopolano da oltre dieci anni anche nel nostro paese, più o meno importati, più o meno rielaborati, più o meno di successo. Ma la cosa che ad un occhio attento, non può sfuggire è la degenerazione che via via la produzione televisiva sta cavalcando. Il sesso vende e ha audience, la violenza piace e a volte purtroppo ciò che è la realtà supera ciò che è a copione. Infine le invettive, le urla, le litigate senza mezzi termini tendono ad essere pianificate quasi per arrivare alla concessione di ottenere ciò che non era previsto, ma ci si aspettava.

Ma ora qual è la prossima frontiera da abbattere? La condanna a morte in diretta TV; verità o immaginazione?

Amici X Factor Grande Fratello reality show Foto

Tutto nasce dal caso di Andrew Grant DeYoung, condannato alla pena di morte in un penitenziario della Georgia. Condanna che poteva passare inosservata e invece ha dato gran fomento. L’avvocato di DeYoung, ha voluto registrare l’esecuzione per poter avere la prova, per immagini anziché solo per resoconti dei testimoni, che l’esecuzione mediante iniezione letale infligge dolore al condannato a morte.

Come funziona la cosiddetta “iniezione letale”?

Il protocollo ordinario prevede la somministrazione di tre farmaci: il thiopental di sodio, che rende incosciente il prigioniero; il bromuro di pancuronio, che paralizza i muscoli; e il cloruro di potassio, che arresta il battito cardiaco. Se vengono somministrati livelli insufficienti di thiopental di sodio, l’effetto anestetico può esaurirsi rapidamente e il detenuto prova un dolore lancinante fino all’arresto cardiaco; la paralisi procurata dal secondo medicinale impedisce al detenuto di poter comunicare la sua agonia. Per chi abbia visto il film “Awake – Anestia cosciente” potrebbe intuire di quale agonia si tratti.

Pena di morte in diretta Georgia FotoEvitando però di fare  inutile demagogia d’opinione, ecco l’idea di qualche genio di autore. Ovvero la diretta sulle esecuzioni di morte, il Reality più Reality, con pure l’effetto collaterale che il protagonista principale a fine show non possa partecipare alle successive trasmissioni di commento, come ospite d’eccezione.

Ma tornando al caso; secondo l’avvocato Kammer, preso atto che il thiopental di sodio va via via esaurendosi, e che gli stati se lo procurano dall’estero o provano a sostituirlo con altre sostanze,  la pena di morte negli Usa è diventata il campo per fare esperimenti umani.

Tuttavia come spesso accade, dalle buone intenzione si sviluppano coloro che, senza scrupoli, cercano il business sulla pelle degli altri e, quindi, si domandano:  <<se le esecuzioni vengono riprese da una telecamera, perché non trasmetterle in tv?>>.

Voi che come noi non siete criminologi, sociologi, massmediologi e avvocati, o probabilmente anche si, se appassionati di Criminal Minds, NCIS, o Jag, cosa ne pensate di ciò?

Tra coloro che dicono “sì” alla pena di morte, c’è chi sostiene che le esecuzioni andrebbero trasmesse in televisione per “mostrare cosa accade a chi delinque” (per vile curiosità?). Tra i contrari alla pena capitale, vi è chi afferma che l’opinione pubblica ha il diritto di vedere cosa viene fatto in suo nome e con le sue tasse, per scoprirne definitivamente l’orrore (per vil denaro?).

Dostoevsky affermava: “L’assassinio legale è incomparabilmente più orrendo dell’assassinio brigantesco. Chi è assalito dai briganti, chi è sgozzato di notte spera di potersi salvare fino all’ultimo momento. Tutta quest’ultima speranza, con la quale è dieci volte più facile morire, viene tolta con certezza dalla condanna a morte.” Chissà cosa esclamerebbe, invece, se vedesse che questa “speranza” venisse meno soltanto al termine della pubblicità!

About PierPaolo

Nel 2010 si avventura nella Redazione "Iene" di Mediaset. Tra il Giugno 2010 e l’Aprile 2009 collabora a diversi eventi con scopo benefico per “La città della Speranza” e per i bambini della Costa d’Avorio. Partecipa alla Giuria della manifestazione nazionale di “Miss Italia 2008”. Nel 2007 si laurea in Giurisprudenza e dal 2002 sfila come Modello per le scuderie di alcuni marchi dell’Alta Moda Milanese. Gli anni a precedere lo vedono impegnato come atleta in numerosi sport. Ironia, sagacia e curiosità lo contraddistinguono.

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