La Rai, Simona Ventura e le raccomandazioni

By on agosto 3, 2011
simona ventura

Una delle attività preferite dai tromboni della televisione è quella di fare l’elogio della meritocrazia: i più bravi dovrebbero lavorare, i più scarsi dovrebbero starsene a casa! Sì, va be’, naturalmente non ci crede nessuno. Però è bello dirlo. Anche a Simona Ventura (nella foto) fare l’apologia del merito piace e parecchio. A leggere le sue parole, sembra si tratti di una rivoluzionaria: “Ho passato gli ultimi due anni in Rai a lottare – ha spiegato l’ex conduttrice di Quelli che. – Invece che guardare avanti, dovevo guardarmi le spalle. È stata perpetrata, a danno di Rai2, una vergognosa desertificazione culturale. Un colore politico credo che in tv lo si possa avere: ma bisogna avere anche la professionalità. Invece, piano piano, sono arrivati gli incapaci, e anche presuntuosi: servi della politica e niente più. Non ho dubbi sul peggiore: Massimo Liofredi. In questi due anni ha inferto colpi mortali al target di Rai2. Ha perso anche Santoro“.

Che programmi ha condotto la Ventura nelle ultime stagioni? Quelli che il calcio e l’Isola dei famosi. Insomma, non proprio due trasmissioni culturali. Ma il punto non è questo. Visto che si parla di merito, c’è da chiedersi quali meriti avesse il suo ex marito Stefano Bettarini per potere fare il commentatore. Forse qualcuno lo ha imposto alla ventura? O forse è stata lei a decidere? Nel primo caso, avrebbe dovuto ribellarsi ben prima. Nel secondo caso, sarebbe la conferma che quasi sempre si è bravi a predicare e nulla più…

E’ innegabile che la Rai è strapiena di raccomandati. Queste non sono bordate da bar, ma sono fatti storici. “Lottizzazione” è parola presente nei libri di scuola come nei dizionari. Si entra in Rai soprattutto per ragioni che nulla hanno a che fare con il merito, l’impegno e le competenze. Gli stipendi della tv pubblica, con annessi privilegi, sono da capogiro (non per tutti, ma per molti) e nulla hanno da invidiare a quelli dei politici. La qualità dei programmi è spesso deprimente. Insomma, è un disastro. Lo sappiamo bene. Ma, francamente, lascia sconcertati che a fare la predica sia chi nella Rai sguazza da anni e non pare avere contribuito molto al miglioramento delle cose.

About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.

One Comment

  1. Daniela

    agosto 3, 2011 at 16:56

    La Ventura non ha certo fatto programmi “culturali” e posso anche criticare una serie di persone del suo gruppo, ma vorrei fare presente che la Rai è formata per i 9/10 da persone che guadagnano meno di 1.500,00 euro netti al mese (di cui moltissimi sotto i 1.000,00) che fanno praticamente i programmi (operatori, fonici, montatori, programmisti, assistenti ai programmi, ispettori di studio, truccatori, parrucchieri, ispettoti di studio, tecnici, amministrativi) che nulla hanno a che fare sulla scelta o i contenuti dei programmi stessi o solo nella realizzazione pratica. Se la Rai è in queste condizioni si deve ai dirigenti incapaci o messi lì proprio allo scopo di fare una televisione sempre meno interessante per chiari motivi, politici e di concorrenza sleale….

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