Michele Santoro, l’incubo in tv di Aldo Grasso

By on agosto 20, 2011
michele santoro

La televisione accorcia la vita. A sostenerlo è una Università australiana, quella del Queensland. Secondo i ricercatori, per ogni ora che si passa davanti al piccolo schermo, la vita si abbrevia di 22 minuti. In pratica 60 minuti incollati al televisore farebbero lo stesso danno di 2 sigarette. C’è da credere a questo studio. Vogliamo dirlo chiaramente: a noi pare una sciocchezza. E questo non lo diciamo perché scriviamo (spesso anche in modo critico) di tv. Crediamo che molti lettori saranno d’accordo con noi. La longevità delle persone dipende da moltissimi fattori. Magari inciderà (minimamente) pure il guardare il piccolo schermo. Da qui, però, ad affermare che stando un’ora davanti al televisore acceso ci fa vivere 22 minuti (da notare la straordinaria precisione dei ricercatori) …ne passa.

Andiamo oltre. I risultati di questo studio australiano (il cui vero scopo era forse quello di far parlare mezzo mondo, così come davvero è successo) sono stati l’occasione, per Aldo Grasso, per fare l’elenco delle cose che proprio non sopporta. L’elenco del sociologo dei media è lunghissimo. Ma il più bersagliato è decisamente l’ex conduttore di Annozero Michele Santoro.

Ho sprecato tempo prezioso a seguire (butto giù le prime cose che mi vengono in mente) le improbabili performance artistiche di Alba Parietti – scrive Grasso sul Corriere della Sera – i dibatti di Monica Setta, le liti del Grande fratello, i discorsi fintamente colti di Paolo Bonolis, […] i poveretti che vanno sull’ Isola dei famosi a mendicare una seconda opportunità, le telecronache sportive della Rai, le notti di Gigi Marzullo, il Tg1 di Minzolini, le spiritosaggini di Serena Dandini, la coppia Mauro Mazza e Pino Insegno, gli sceneggiati buonisti con Terence Hill, le opinioni di Irene Pivetti, le interviste di Claudio Brachino, i modellini mortuari di Bruno Vespa […] i giornalisti che alla mamma del morto chiedono «cosa prova in questo momento?» […], gli scrittori, anche i più snob, che hanno sempre disprezzato la tv ma non possono fare a meno di frequentarla quando devono presentare un loro libro, la telefonata di Masi a Santoro, le prediche di Santoro, gli ospiti di Santoro, Santoro stesso“.

E ancora, Grasso “teme” che vivrà di meno per avere visto sul piccolo schermo “il cinismo di Barbara D’ Urso, le elucubrazioni di Morgan, la Storia (s)piegata da Minoli a sua immagine o somiglianza, le dichiarazioni di Capezzone o di Gasparri o di Cicchitto…” E voi lettori, come continuereste questo elenco? Prima ancora: cosa cancellereste?

About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.

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