Paolo Ruffini da Rai Tre a la7, scoppia la polemica politica

By on agosto 7, 2011
paolo ruffini

Continua a perdere pezzi la tv di Stato. Dopo Michele Santoro, Corrado Formigli, Roberto Saviano, Simona Ventura, anche Paolo Ruffini (nella foto) lascia la Rai. Ma non resterà disoccupato, visto che farà parte della squadra di la7. La rete di Telecom Italia Media, con questa mossa, conferma che il suo obiettivo, per la prossima stagione, è quello di raggiungere il “podio” televisivo. A livello di ascolti, Canale 5 e Rai Uno restano ancora lontani. Ma tutti gli altri canali Rai e Mediaset sono ampiamente a portata di mano.

Il passaggio a la7 da parte dell’ex direttore di Rai Tre Ruffini ha scatenato, come prevedibile, la reazione di politici e dirigenti di Viale Mazzini. Molte le lacrime di coccodrillo. “Con il venir meno del contributo di Paolo Ruffini ai valori del Servizio pubblico la Rai non rinuncia solo a un dirigente di prestigio, ma s’indebolisce nel suo complesso – ha detto il presidente della commissione di vigilanza Sergio Zavoli. – Occorre una più sollecita, previdente ed efficace percezione del pericolo che queste rinunce rappresentano anche in ordine al più generale problema di un risanamento che l’Azienda non può lasciare alle controversie legali o alle legittime lusinghe che altri esercitano sui suoi piu’ reputati professionisti“.

L’Italia dei Valori è scatenata nell’attaccare i vertici di Viale Mazzini. Per il partito di Antonio Di Pietro, Lorenza Lei fa persino rimpiangere il tanto bistrattato Mauro Masi. Secondo il portavoce Leoluca Orlando Ruffini è stato cacciato da Viale Mazzini perché così desiderava il premier Silvio Berlusconi. Durissime anche le parole di Pancho Pardi, capogruppo Idv nella commissione di vigilanza: “Le lacrime di coccodrillo della Rai sull’addio di Ruffini suonano stonate. I vertici dell’azienda prima hanno fatto di tutto per mandarlo via, con pressioni indebite e tentativi di intromissione nelle scelte, ora fanno sapere di essere rammaricati con un atteggiamento fariseo e ipocrita senza limiti“. Per Pardi, il direttore generale Lorenza Lei, nei prossimi mesi, potrebbe fare fuori altre punte di diamante della tv di Stato. Si va verso un crollo degli ascolti della Rai e l’aumento esponenziale del canone? In questo periodo di “lacrime e sangue” non è affatto fantascienza.

About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.

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