Scomparso il Festivalbar, il tormentone musicale è fai-da-te

By on agosto 14, 2011
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Sono passati 4 anni dall’ultima edizione del Festivalbar, la manifestazione musicale per eccellenza che accompagnava le estati di migliaia di adolescenti e che – ricordo benissimo anche io – decretava la canzone italiana di maggiore successo del periodo più chiassoso dell’anno. Il Festivalbar era un momento di raccolta non solo per i ragazzini, ma anche per tutte le persone che durante le cene in giardino o l’aperitivo al bar buttavano un occhio alla tv per canticchiare la canzone preferita. Quella manifestazione era fondamentalmente l’unica a raccogliere gli artisti più famosi e importanti del panorama nazionale e internazionale che fino al 2002 si sono esibiti in playback, come tradizione voleva. E oggi invece tutto questo non c’è più. I Wind Music Awards – che durano peraltro meno tempo – non riescono a ottenere lo stesso consenso, e hanno subito anche dure critiche.

Sono stati tanti i momenti indimenticabili del Festivalbar, e da ragazzino adolescente non posso scordare la straordinaria esibizione di Loredana Bertè che cantò Non sono una signora vestita da sposa, o la tetta birichina di Sabrina Salerno che uscì dal top nel 1987 e che le diede fama anche nel resto d’Europa. E poi le splendide coreografie di Patty Pravo, le conferme di Giuni Russo e Ligabue, e la protesta di Gianluca Grignani nel 1995 che restò muto durante il playback della sua Falco a metà. Insomma il Festivalbar ha fatto la storia musicale della tv, e per ben 43 anni ci ha aiutato a individuare il tormentone che tutti noi abbiamo cantato sotto l’ombrellone. Perdono di Caterina Caselli del 1966, Acqua azzurra acqua chiara di Lucio Battisti del 1969, Piccolo uomo di Mia Martini del 1972, E tu di Claudio Baglioni del 1974, Ti amo di Umberto Tozzi del 1977, Fotoromanza di Gianna Nannini del 1984, Pregherei di Scialpi & Scarlett del 1988, Mare mare di Luca Carboni del 1992, Più bella cosa di Eros Ramazzotti del 1996, Qualcosa di grande dei Lunapop del 2000, Parlami d’amore dei Negramaro del 2007 sono solo alcune delle hit più gettonate e amate dagli italiani e che ancora oggi sono rimaste indelebili nella nostra mente. E oggi invece? Oggi nessuno sa più con esattezza quali siano i tormentoni. Questa estate, poi, le canzoni italiane sono penalizzate, vittime soprattutto dei pochi contributi delle radio in continuo contrasto con le case discografiche. E i risultati sono clamorosamente evidenti: nella classifica generale sono soltanto 4 tra i primi venti i singoli italiani (Giorgia, Vasco Rossi, Zucchero e Jovanotti) e neanche tra i primissimi posti.

E allora, per tutti noi orfani del Festivalbar, non resta che accontentarci del tormentone fai-da-te.

About Luca Mastroianni

E' nato a Roma ed è un giornalista pubblicista. Ha lavorato presso Legambiente e il Ministero dell'Ambiente, collaborando con agenzie e uffici stampa e occupandosi di attualità, diritti e corsi di giornalismo. Oltre alla scrittura ha grande passione per il calcio, il tennis e la musica. Della televisione ama soprattutto le serie tv degli anni Ottanta e Novanta: da Twin Peaks a La Tata, da C.S.I. a Friends, da I Griffin a Sex & the city.

5 Comments

  1. Francesco

    agosto 14, 2011 at 14:46

    non c’era estate senza festivalbar, che tempi… lo attendevo con ansia
    e poi la fine del festivalbar che segnava l’avvicinarsi della scuola, mamma miaaaaa

  2. Luca Mastroianni

    agosto 14, 2011 at 15:00

    ehehehehe vero 🙂

  3. loris

    marzo 3, 2012 at 18:13

    Perchè il Festivalbar si è fermato,cosa è successo,forse potrebbero proporlo a sky,se il problema era finanziario forse sky avrebbe la possibilità di rilanciarlo… 🙂

  4. daniela

    agosto 1, 2012 at 14:56

    Il festovalbar era un programma fantastico dove potevo vedere tutti i miei beniamini sono stati momenti stupendi indimenticabili

  5. daniela

    agosto 1, 2012 at 14:57

    Ridateci il festivalbar

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