Teo Mammuccari contro tutti: troppa ipocrisia in tv

By on agosto 30, 2011
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Uno dei personaggi più trash, presuntuosi e maleducati della tv italiana sta per tornare in tv con un programma nuovo. Teo Mammucari è infatti il conduttore di The cube – La sfida, un game show per il quale deve calarsi nei panni di presentatore serio e pacato. Il gioco, in sintesi, funziona così: un concorrente italiano che vive all’estero potrà vincere un montepremi di 100mila euro se sarà in grado di risolvere sette giochi mentali e fisici all’interno di un enorme cubo in plexiglas di sedici metri quadrati. Ha nove vite, e due aiuti, mentre le prove a cui sarà sottoposto sono in crescente difficoltà. Per vincere saranno necessari concentrazione e nervi saldi, oltre a una notevole memoria. Ma la scelta di Mammucari in questo “ruolo” appare quanto meno poco azzeccata. Dando uno sguardo alla sua carriera, infatti, il comico laziale si è specializzato in programmi come Libero, Velone e Fenomenal (ha presentato anche l’ultima edizione dei WMA) completamente lontani dalle atmosfere di suspence che caratterizzano The cube. Di Teo Mammucari si parla tanto all’indomani di una intervista rilasciata al Corriere della sera, in cui spara a zero su tutto e tutti.

Per il conduttore persino uno come Fiorello ha preferito dileguarsi piuttosto che confrontarsi con il giudizio del pubblico: “Fiorello è un grande, ma sul ring sale poco. Non si butta con nuovi programmi. Ci vuole abilità anche nel capire di essere arrivati a un punto e ritirarsi. Ma è più facile. E’ semplice andare su Sky, senza sapere quanti ti guardano. Lui è stato bravo a raggiungere quel punto in cui ti danno più soldi per fare una pubblicità che un programma. Io mi sento come un calciatore con un contratto: non posso dire sempre no questo non lo faccio. Sul ring ci salgo. Voglio fare cose nuove, mai viste“. E noi lo speriamo, visto che finora i suoi programmi sono stati uno fotocopia dell’altro e contraddistinti dal suo modo di fare il simpatico ad ogni costo. “Finora i risultati ci sono stati. Trovo giusto cambiare, misurarsi con altro – aggiunge –. E’ il motivo per cui ho detto no alla seconda edizione di Libero o alla conduzione delle Iene: ci sono nato, perchè tornarci? Guarda Alessandro Greco: ha fatto Furore, Furore, Furore, e poi? Sento spesso conduttore lamentarsi sulla tv che non si rinnova: ‘Mi impongono di fare sempre le stesse cose’ Ma chi te lo impone? Dì di no. Certo guadagni di meno. Per dire, io non faccio neanche le telepromozioni perchè non mi trovo a dire: mangiate i sofficini. Faccio altro”. Su The cube poi spiega: “Per farlo sono andato a Londra, in studi iper tecnologici. E’ un game show articolato, fortissimo. Il fraintendimento è che non sono io che cambio ma mi adeguo al format. Qui è così forte che il conduttore deve solo non rovinarlo. Mi ha sempre fatto soffrire essere definito cattivello, tagliente. Quando l’ho fatto era perchè il format lo richiedeva. A Libero per provocare. O a Veline perchè credevo non bastasse fare quattro mosse su un bancone per vincere (Non mi sembra che la sua presenza abbia provocato una massiccia presenza di ragazze pronte a sfidarsi a colpi di intelligenza). Ho lavorato su questi programmi. Poi ho visto anche come li hanno condotti Greggio e Iacchetti, con la mano sinistra”. A chi lo accusa di fare tv spazzatura risponde: Quando sposo un programma mi chiedo solo se può divertire. Credo sia sano tutto quello che allontana lo stress. Anche la comicità leggera. Trovo molto più trash quando vedo conduttori istituzionali rivolgersi al pubblico e dire cose come: ed ecco a voi la grande attrice Maria Mosè. Trash è chi usa la cronaca nera in tv, trash è Giletti. Sono i conduttori educati ma che non ti danno niente. Trash è Rai International: se penso che è l’immagine della tv italiana che diamo nel mondo, me ne vergogno. Anche Sanremo: ci trovi sul palco la Canalis. Non mi dire per il suo talento”.

Stai attento Teo, perchè anche il pubblico potrebbe divertirsi nel vederti arrampicare sugli specchi per qualcosa che non è alla tua portata…

About Luca Mastroianni

E' nato a Roma ed è un giornalista pubblicista. Ha lavorato presso Legambiente e il Ministero dell'Ambiente, collaborando con agenzie e uffici stampa e occupandosi di attualità, diritti e corsi di giornalismo. Oltre alla scrittura ha grande passione per il calcio, il tennis e la musica. Della televisione ama soprattutto le serie tv degli anni Ottanta e Novanta: da Twin Peaks a La Tata, da C.S.I. a Friends, da I Griffin a Sex & the city.

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