Desperate Housewives 8: l’inizio della fine

By on settembre 29, 2011

Non è tutt’ oro quel che luccica. L’erba del vicino è sempre più verde. I panni sporchi si lavano in famiglia. Negli anni Desperate Housewives ha voluto dimostrare la veridicità di questi detti e ha elevato la figura della casalinga di provincia in tutto il mondo. Qualche volta avrà peccato di irrealtà ma in maniera talmente credibile da sembrar sempre vero, sempre accettabile. Perchè non è facile strutturare una storia su 4 personaggi, sviluppando per 8 anni sempre lo stesso tema: La facciata del perbenismo che nasconde il marcio. DH non è un semplice telefilm americano come tanti. E’ arte, storia, sociologia. E’ il corrispettivo dei Malavoglia se a scuola si studiasse televisione. E’ l’espressione del mezzo televisivo nella sua forma più pura, più artistica. E adesso che è giunta la fine è un pò come se un’ epoca finisse. Avrei voluto qui commentare il primo episodio dell’ottava e ultima stagione di Desperate Housewives ( che sfortunatamente non ha brillato negli ascolti in Usa, raccogliendo 9 milioni di telespettatori e un calo del 28% rispetto la premiere dell’anno scorso) ma la verità è che questo telefilm va guardato e basta. Perchè spiegare quanti sottotesti ci sono nei dialoghi di Gabrielle, quanto evocativa sia Lynette nel suo rapporto col marito, quanta affezione provochi Susan e quanto fascino, mistero, sconcerto possa scaturire dalle reazioni di Bree non è facile. E sarebbe sminuente commentare che l’episodio è divertente e profondo, scorrevole e intrigante. Una cosa però posso dirla. Non so se sarà una bella annata alla stregua delle prime serie ma di sicuro sarà un anno all’insegna dell’amicizia perchè mai come questa volta, le vicende delle protagoniste saranno legate a doppio filo.

La geniale idea infatti, di coinvolgere tutte e 4 le vicine di casa in un delitto, rende la narrazione ancora più avvincente e restituisce nuova linfa al telefilm. In più, da finalmente un’ occasione di unione alle protagoniste e di conseguenza, più coralità. La prima puntata riprende da dove eravamo rimasti, con un cadavere da sotterrare e un segreto da mantenere. L’intero episodio ruota attorno a questo e a come ogni protagonista reagisca alla nuova situazione in maniera diversa. Lynette, da poco separata, preferisce avere il marito alla casa di fronte per dormire sonni senza incubi, Susan si estranea e soffre molto il non poter aprirsi con Mike, Bree deve rimanere molto vigile se vuole continuare la la sua relazione con un poliziotto è Gabrielle cerca di mantenere compatto il gruppo e proteggere la sua famiglia. Ma qualcuno sembra essere a conoscenza del loro segreto e sembra intenzionato a creare problemi. Inizio non entusiasmante negli ascolti per il pubblico americano che conferma un affievolimento di interesse e la giusta decisione di chiudere prima che sia troppo tardi.

About Giordano Bassetti

Nato a Napoli nel 1982 è Laureato al DAMS di Roma. Nel 1995 ha intrapreso la carriera di attore ed è entrato a far parte della nota compagnia teatrale di Carlo Buccirosso. Nel 2008 ha diretto il cortometraggio dal titolo "Chissà come si divertivano"; nel 2009 "Il secchione" e nel 2010 "San Valentino". Ama scrivere ed ha pubblicato nel 2007 il libro "Queer tv".

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