I Kennedy su La7: un ottimo prodotto americano… e si vede

By on settembre 15, 2011
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Si è conclusa stasera su La7 in prima serata la miniserie I Kennedy. La trama? Beh molto intuibile: le vicende della famiglia più potente d’America. Negli ultimi episodi abbiamo potuto seguire gli eventi più tragici che riguardano la storia dei Kennedy. Dopo aver seguito queste puntate, ammetto di essermi pentito di non averle viste tutte. I motivi sono molti: sicuramente questi continui flash back che danno dinamicità al racconto, la credibilità della ricostruzione storica, partendo dai costumi, il trucco. E poi l’elemento più importante, gli attori. Tutti bravi, adatti ai ruoli assegnati.

Ovviamente questo mio giudizio può essere contestato in quanto dobbiamo fare i conti con il doppiaggio, ma sguardi, espressioni e movenze trasmettono qualcosa. Stasera abbiamo assistito ad esempio alla ricostruzione dell’omicidio di John Fitzgerald Kennedy, anche se tutti abbiamo visto e rivisto le immagini di repertorio, la regia e il montaggio delle scene, hanno creato suspance e adrenalina. E’ inevitabile il solito noioso, immancabile paragone con le fiction nostrane. Che dire… forse meglio tacere. E’ chiaro, non vale per tutte, nè per tutti gli attori italiani, ma certo che qualche domanda bisognerebbe farsela.

Ad esempio, quando finiranno commissari? Gli agenti di polizia? C’è da dire che alcune volte le storie sono avvincenti, ben scritte, ma lo stuolo di attori che dovrebbe dare vita alla trama, spesso, non ci riesce fino in fondo. Attori che non hanno espressioni, che non riescono a piangere e sfruttano il solito trucco della mano davanti alla bocca o nascondendo direttamente il viso. Attori che hanno paura di imbruttirsi, di invecchiarsi, spesso illuminati come fossero delle visioni. E poi l’uso spasmodico delle facce famose (tipo Scamarcio, ndr) o dei soliti nomi, che poi non raggiungono i risultati sperati, anzi. Tutto questo però condito da cachet milionari.

Tornando a parlare de I Kennedy gli ascolti possono considerarsi soddisfacenti per La7 (hanno oscillato tra il 4 e il 5 % di share, ndr), speriamo che la rete ci regali presto altre serie oltreoceano forti come questa chicca di fine estate.

About Nicola Zamperetti

Nato a Valdagno (VI) nel 1978, da un decennio lavora nel mondo dello spettacolo come performer teatrale e attore. Ha partecipato a molti programmi come "Sarabanda" "Domenica In" "Carramba che fortuna"... Scopre l'amore per il teatro, soprattutto per i Musical (Grease,Il Ritratto di Dorian Gray e A Chorus line) e per le Fiction (La Ladra, Il Peccato e la Vergogna e Donna detective). E' cresciuto guardando la tv e si definisce figlio del tubo catodico. Promette di essere ironico, tagliente e cinico nei suoi Articoli.

3 Comments

  1. Enrico

    settembre 15, 2011 at 11:06

    FICTION MALFATTA, ENNESIMO TENTATIVO DI DIFFAMAZIONE DEL PRESIDENTE E DI TUTTA LA FAMIGLIA.
    CRITICATO ANCHE DA MOLTI ALTRI PAESI PER L’INCONSISTENZA ED INSINUAZIONI
    LA7 HA SBAGLIATO INVESTIMENTO…

    • marco

      settembre 15, 2011 at 19:43

      Ed invece io credo che sia nella ricerca storica (quindi documentari, saggistica) che nel puro intrattenimento sia sempre necessario di tanto in tanto, trasgredire, andare contro corrente. Kennedy certamente ha i suoi meriti come la sua apertura ai diritti civili degli afro americani ma certamente non è il santo che la storiografia americana voleva far credere, e questo sia come uomo che come presidente. Per esempio il suo modo di gestire la questione cubana, per non parlare di quella in Vietnam. Forse la fiction non è attendibile storicamente, ma di sicuro il prodotto sarebbe stato ancora meno credibile mostrando un Kennedy interamente avvolto dalla luce sacra della leggenda. Quanto alla qualità artistica non posso che essere pienamente d’accordo con la recensione qui sopra..

  2. nicola

    settembre 16, 2011 at 01:05

    Ciao Enrico e Marco,
    i miei commenti positivi erano rivolti alla qualità del prodotto non a come è stata presentata la famiglia Kennedy.
    Nicola grazie di essere passati

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