Caso Ruby: Emilio Fede, Nicole Minetti e Lele Mora rinviati a giudizio

By on ottobre 3, 2011
Lele Mora

text-align: justify”>Lele MoraEmilio Fede, Lele Mora (nella foto) e Nicole Minetti sono stati rinviati a giudizio per il caso Ruby. Secondo i magistrati della Procura di Milano, i tre avrebbero commesso il reato di induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile. Il gup Maria Grazia Domanico ha stabilito che il processo si terrà nel capoluogo lombardo e non, come avevano chiesto i legali degli accusati, a Messina, dove Emilio Fede ha conosciuto Karima El Maroug, quando ancora questa era minorenne. Per il giudice dell’udienza preliminare, i presunti reati sono stati consumati a Milano. Il processo inizierà il 21 novembre.

Stamattina l’unica a presentarsi in aula è stata la consigliera regionale Nicole Minetti. L’ex ballerina di Colorado Cafè, nonché ex igienista dentile del premier, ha dichiarato di non avere dormito tutta la notte per questa vicenda giudiziaria che è solo agli inizi. La Minetti, comunque, si è detta certa della sua innocenza ed è “fiduciosa” sul fatto che i magistrati le daranno ragione.

I legali di Emilio Fede, Gaetano Pecorella e Nadia Alecci, avevano chiesto che fossero valutate tutte le telefonate riguardanti l’inchiesta per una questione di “completezza”. Il pubblico ministero Antonio Sangermano e l’aggiunto Pietro Forno hanno detto di no e hanno spiegato che quelle telefonate non sono mai state trascritte e usate perché  devono essere “garantite le prerogative dei parlamentari”. Il giudice per l’udienza preliminare ha respinto la richiesta degli avvocati del direttore del Tg4.

Non era naturalmente in aula, al pari di Fede, Lele Mora. L’agente dei vip è già stato arrestato per presunta bancarotta fraudolenta nello scorso mese di giugno. L’ex parrucchiere, 56 anni, stando a quanto racconta il quotidiano Libero, ha perso 24 chili, è caduto in depressione e accusa continui malori. I legali di Lele Mora hanno chiesto che il loro assistito possa avere i domiciliari. Ma per i magistrati deve essere curato in carcere perché esiste il pericolo di fuga.

About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.

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