Che tempo che fa, Gabanelli: ddl intercettazioni è oscurantista

By on ottobre 9, 2011
milena gabanelli

text-align: justify”>milena gabanelliUno degli ospiti di Che tempo che fa era la giornalista Milena Gabanelli (nella foto). Dopo un’estate molto travagliata, i telespettatori di Report non hanno da temere. Il programma di inchieste, almeno in questa stagione televisiva, andrà in onda. Partirà il prossimo 23 ottore, come sempre su Rai Tre: la prima puntata si occuperà di federalismo fiscale.

Nel corso dell’intervista fatta da Fabio Fazio, la giornalista ha ribadito che alla base delle divergenze con Viale Mazzini c’era la questione della tutela legale del programma. Per i dipendenti della Rai è automatica, per i collaboratori esterni (di cui fa parte anche la Gabanelli) no. La conduttrice, però, ha insistito e ha avuto ragione. Senza tutela legale non sarebbe mai andata in onda: decisamente troppo rischioso non avere questa forma di scudo, se ogni puntata può valerti causarti qualche querela e richiesta di risarcimento danni milionaria. 

Uno degli argomenti più discussi di queste settimane è il ddl sulle intercettazioni. “Si rischia l’oscurantismo – ha detto l’ideatrice di Report. – Se qualcuno è in carcere, bisogna capire il perché, altrimenti diventa difficile anche dare la notizia. Come facciamo a spiegare casi come quelli di Lavitola e Tarantini? E’ assurdo che degli atti pubblici, come le intercettazioni, non debbano essere pubblicabili. Sono documenti non più coperti da segreto e dunque c’è il diritto a conoscerli. E’ preoccupante che il governo voglia stabilire cosa si può dire e cosa non si può dire. Io spero che il ddl sulle intercettazioni non passi“.

Quattordici anni di Report hanno sottolineato come il malaffare in Italia dilaghi: siamo messi peggio degli altri paesi? – chiede Fabio Fazio. “Il giornalismo d’inchiesta prolifera. Questo vuol dire che tutti i paesi hanno scheletri nell’armadio. Da noi il giornalismo d’inchiesta è considerato un di più. Cosa c’è alla base del malaffare? Credo che – ha aggiunto la Gabanelli – l’origine di tutto siano l’incompetenza dei funzionari pubblici che rivestono incarichi importanti e i tanti conflitti d’interesse. Nel tempo questi due elementi provocano disastri. E’ molto difficile superare questa situazione perché c’è una fitta ragnatela di relazioni e complicità“.

About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.

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