Fiorello non è Serena Dandini: polemica sugli alti costi del suo show

By on ottobre 2, 2011
Rosario Fiorello

text-align: justify”>Rosario FiorelloE’ ancora polemica in casa Rai per i costi delle trasmissioni. Lorenza Lei, già all’inizio del suo mandato, aveva spiegato che era suo obiettivo eliminare le spese superflue, soprattattundo accentrando la produzione dei programmi. Con Serena Dandini, ideatrice e conduttrice di Parla con me, è stata battaglia per mesi. Alla fine Viale Mazzini non ha trovato l’accordo economico con la Fandando e la trasmissione è saltata. Ma è proprio questo il vero motivo per cui Parla con me non andrà in onda? La Dandini ritiene di essere vittima della censura. Chi non rischia censure è certamente Rosario Fiorello (nella foto) I costi del suo nuovo show, Il più grande spettacolo dopo il week end, però, fanno discutere. Ancora più perché siamo in un periodo di grave crisi economica e finanziaria (non tutti, s’intende, ma solo i poveri cristi) e perché la Rai è, fino a prova contraria, una azienda che vive dei soldi pubblici.

La Cgil Slc fa sapere, tramite un comunicato stampa, che il programma del conduttore siciliano costerà oltre 200mila euro e che probabilmente la produzione sarà affidata a ditte esterne. Il sindacato dei lavoratori della comunicazione giudica paradossale e incoerente tale scelta, anche in considerazione di quanto avvenuto con la Fandando e Parla con me, quando si parlava continuamente di riduzione dei costi e utilizzo delle risorse interne a Viale Mazzini.

Attivare un appalto di questo valore è una contraddizione sempre, ma nell’attuale situazione di crisi e di controllo della spesa diventa un’assurdità – si legge nella nota. – Queste azioni minano nelle fondamenta la capacità produttiva del Centro di Produzione di Roma e mortificano ancor di più i lavoratori che operando ogni giorno cercano di mantenere alto il nome dell’azienda nonostante le critiche e gli attacchi che subisce.” La Cgil Slc fa sapere inoltre che sulla questione potrebbe esserci uno sciopero dei lavoratori Rai.

 

 

 

About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.

3 Comments

  1. sara

    ottobre 2, 2011 at 13:18

    il programma di fiorello costerà molto ma farà guadagnare moltissimo alla rai,la dandini fa un programma troppo fazioso ,non mi piacciono i programmi schierati (sia a sinistra che a destra) io guardo la televisione per rilassarmi e voglio pensare con la mia TESTA!

  2. nikkek

    ottobre 3, 2011 at 14:30

    STAR ACCADEMIY DI ENDEMOL COSTA 4 VOLTE DI PIU DEI 200MILAERO DI FIORELLO
    INFORMATEVI BENE

  3. Nicolò D'Agostino

    ottobre 21, 2011 at 20:36

    In un momento di crisi così profonda, in cui anche il Presidente del Consiglio dice che non ci sono soldi (figuriamoci gli italiani), la RAI, che chiuderà il bilancio di fine anno con 350 milioni di euro di debiti e che rischia di non poter pagare le tredicesime ai dipendenti, per 4 serate di lunedì con Fiorello, prende 11,9 milioni di euro e li butta dalla finestra ? Ma che facciamo, scherziamo !?! Invece di dare 5,6 milioni a Ballandi, un paio di milioni per costi esterni ed il rimanente, forse, a Fiorello, prende i 5 milioni di euro previsti di introiti per pubblicità, chiama gli attori in gioco e gli dice: signori dobbiamo fare le trasmissioni con i soli fondi della pubblicità perché la RAI ha solo debiti da darvi. Se ci stanno, ci stanno, se non ci stanno, si manda tutto a gambe all’aria. Così abbiamo risparmiato, per differenza, 6,9 milioni di euro e così “vissero tutti felici ed in parte scontenti”.

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