Michele Santoro intervista due poliziotti sul 15 ottobre

By on ottobre 21, 2011
servizio pubblico

text-align: justify”>servizio pubblicoComizi d’amore non è ancora cominciato ma sul sito di Servizio Pubblico le inchieste e le interviste già fioccano. Michele Santoro ha voluto ascoltare due poliziotti, nonché sindacalisti, che il 15 ottobre dovevano contenere le violenze avvenute a Roma. Gino e Paolo (nella foto) hanno espresso posizioni fortemente critiche nei confronti dei loro vertici.

Il nostro contingente, di circa 100 persone, è arrivato nel posto assegnato dalla Questura intorno alle 13,00 – hanno spiegato i due poliziotti. – E’ passato davanti a noi il corteo e contemporaneamente sentivamo i colleghi chiedere aiuto perché erano sotto attacco. Erano in grande difficoltà, perché sentivamo le urla via radio. Erano accerchiati e c’era un lancio di oggetti. Eravamo sotto stress, sotto pressione. I feriti nel reparto mobile sono stati una quarantina. Per alcuni la prognosi è di 25 giorni, il minimo è 10. Non eravamo stati informati di nulla. Ciò che sapevamo era grazie alle nostre ricerche su internet e i quotidiano. Cercavamo di capire che tipo di manifestazione andavamo ad affrontare“.

Il nostro intervento doveva avvenire come extrema ratio: ci era stato detto dai superiori di sopportare. Dovevamo sopportare qualcosa che non si dovrebbe sopportare – hanno sottolineato i militari intervistati da Santoro. – Siamo sempre soggetti a lanci di oggetti negli ultimi mesi. La stragrande maggioranza del reparto mobile di Roma è stata impiegata per lo sbarramento. I reparti mobili che dovevano intervenire non conoscevano bene la città e si sono intrappolati nelle stradine, nei vicoli“.

Le forze maggiori dovevano difendere i palazzi presidenziali – hanno spiegato i poliziotti intervistati da Santoro. – Si trattava di 3 o 4 sbarramenti davanti a Palazzo Chigi. I nostri colleghi che meno conoscevano la città hanno dovuto affrontare la guerriglia ed erano pochissimi. Non capisco perché a Piazza San Giovanni si è intervenuti solo alle 18,30. I colleghi che erano lì sono stati sacrificati. Si intendeva controllare solo una zona ristretta, invece di aiutare i poliziotti in difficoltà. La preoccupazione era proteggere i palazzi del potere, mentre la città è stata abbandonata a se stessa. Il numero dei poliziotto che doveva fronteggiare le violenze era troppo esiguo – hanno concluso i sindacalisti. – C’è stata dell’imcompetenza nel gestire la situazione“.

About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.

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