Stasera in tv Report: le menzogne sull’economia

By on ottobre 30, 2011
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text-align: justify”>sede standard & poor'sDopo Che tempo che fa, su Rai Tre alle 21,10 c’è il secondo appuntamento della stagione con Report. La prima puntata si è occupata di federalismo fiscale e di Tav e ha avuto un ottimo riscontro in termini di ascolti. La trasmissione ideata e condotta da Milena Gabanelli è stata condotta è stata seguita da 3,3 milioni di telespettatori per uno share medio del 13,4%.

Anche in questa puntata il programma di inchieste si occuperà di temi economici e politici. “Trader, default, spread, orsi e tori: termini che ormai sono entrati nei nostri discorsi quotidiani: è il linguaggio ai tempi della crisi. Ma – si legge ancora nelle anticipazioni – come stanno effettivamente le cose? Qual è lo stato reale dell’economia?”

La crisi economica evidentemente c’è, ma non colpisce tutti. Decine e decine di articoli e servizi giornalistici hanno dimostrato come il mercato del lusso va a gonfie vele ed è in crescita continua. Il problema più grosso è la dicotomia che si è creata tra economia reale e valore (virtuale) dei prodotti finanziari. Questi ultimi sono stati otto volte superiori a quelli che producono i settori fondamentali dell’ economia come sono l’agricoltura, le industrie, l’artigianato e i servizi. Come è evidente, c’è chi prende tanto, chi sempre assai meno e chi resta a bocca asciutta. “Ma quanto potrà continuare questo meccanismo?” – si sono chiesti gli autori di Report. La risposta che danno è piuttosto inquietante: “Dipende solo da quanto sarà capace, chi ha interesse a non spartire la torta in parti uguali, a raccontare che il tesoro non c’è più. E soprattutto dipende da quanto sarà bravo nel convincerci che la nostra qualità di vita dipende in via esclusiva da come funzionano, giorno dopo giorno, i mercati finanziari.

Ecco dunque che, allo stato delle cose, il nostro futuro rischia sempre più di essere legato e travolto dalle decisioni di banche centrali ed enti che lavorano nel campo finanziario. Ce ne stiamo accorgendo in queste settimane. I lavoratori si impoveriscono, i giovani restano disoccupati e l’Ue costringe l’Italia a rendere più facili i licenziamenti e ad aumentare gli anni di contribuzione necessari per la pensione. Ciò per la gioia della quasi totalità dei partiti italiani. Insomma, l’inchiesta di Michele Buono si preannuncia davvero interessante, anche perché parlerà delle agenzie di rating (nella foto la sede di Standard Poor’s), quegli enti che “mettono i voti” ai bilanci degli Stati.

About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.

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