Tg4, Emilio Fede rinviato a giudizio: non mi toglierò la vita

By on ottobre 4, 2011
emilio fede

text-align: justify”>emilio fedeInduzione alla prostituzione e sfruttamento della prostituzione, anche minorile. Sono questi i reati per cui Emilio Fede (nella foto), Nicole Minetti e Lele Mora sono stati rinviati a giudizio dal Tribunale di Milano. Il processo, che potrebbe avere ripercussioni politiche micidiali per il premier Silvio Berlusconi, inizierà il 21 novembre. “Sfileranno”, come è successo ieri, bellissime ragazze. Alcune come testimoni di quanto avveniva nelle ville del primo ministro. Alcune, invece, come presunte vittime del reato. I racconti delle ragazze circolano ormai da parecchi mesi e stanno creando non pochi imbarazzi al presidente del consiglio. Non più confortante è, comunque, la posizione del direttore del Tg4, della consigliera regionale e dell’ex manager dei vip (già in carcere per bancarotta fraudolenta). Ieri, durante il notiziario, il giornalista ha comunicato ai telespettatori che sarà processato.

Commosso, quasi in lacrime, il direttore del Tg4 ha fatto leggere in una nota della sua redazione: “Il comitato di redazione apprende con infinita amarezza la notizia del rinvio a giudizio per induzione e sfruttamento della prostituzione del direttore Emilio Fede nell’ambito dell’inchiesta Ruby. Preso atto della fiducia dell’azienda nei confronti del direttore, in attesa che la giustizia faccia il suo corso, noi, la redazione tutta, continueremo a svolgere il nostro lavoro nella speranza che le accuse contro il nostro direttore, collega e giornalista, che vanta più di 50 anni di carriera, risultino infondante […] Al direttore chiediamo di collaborare con la giustizia affinché si arrivi presto a sentenza“.

Fede nel suo breve intervento ha ricordato che il suo notiziario è stato “il primo” a occuparsi di Tangentopoli. Il giornalista ha spiegato che i suoi rapporti con la Procura di Milano sono sempre stati cordiali e che il vero problema sarebbe rappresentato da Ilda Boccassini “degna erede di Antonio Di Pietro”. Fede ha ricordato ancora come alcune persone vittime di errori giudiziari si siano suicidate, ma “io non mi toglierò la vita, starò a fianco dei miei colleghi”.

 

About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.

3 Comments

  1. fabrizio

    ottobre 4, 2011 at 20:51

    Nessuno gli chiede di togliersi la vita ma ad 80 anni la Vita sta volgendo naturalmente al termine: la sua non finisce, comunque, bene.

  2. chevoiavedaavita

    ottobre 11, 2011 at 16:25

    Un miserabile verme leccapiede di cui vergognarsi che si accomoda meschinamente sul carro dello pseudo potente di turno, pronto ad abbandonarlo quando finira nella polvere. I pochi veri professionisti dell’informazione donne e uomini di questo paese, hanno il coraggio di andare controcorrente, non accettando i bavaglio della maledetta e mafiosa casta di potere, al punto da perdere il posto. E tempo di riprenderci il paese che appartiene al popolo e non alla mafia di qualunque tipo essa sia. I suoi affiliati si possono solo utilizzare come conbustibile per ottenere energia a basso costo.

  3. SCHATZELE

    aprile 1, 2012 at 13:36

    E ci mancherebbe!!! Chi gli chiede di fare un gesto simile? Quando uno sgattaiola per i meandri della legge e per monti e valli con gli spalloni , o ancor meglio con una valigetta e si porta tranquillamente verso Chiasso, e senza far tanto chiasso deposita chez la première Banque Suisse la bella cifra di 2,5 mil. di euro, l’ultimo pensiero è quello di por fine alla sua pur breve vita!!! Tanto, è ormai comprovato che chi ha i soldi di galera ne fa ben poca!!! Sono solo quelli che………. tipo quello che rubò un ovetto kinder che è ancora in mezzo alle péste.

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