Ascolti tv e analisi della terza puntata di Servizio Pubblico di Santoro

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Michele Santoro e Antonio Di Pietro

text-align: justify”>Michele Santoro e Antonio Di PietroIeri sera è andata in onda la terza puntata di Servizio Pubblico. Francamente ho un solo dubbio: se fosse stata più noiosa la seconda o quest’ultima. Ma che succede a Michele Santoro? E’ andata via dalla Rai perché si sentiva assediato dalla politica e per riguadagnarsi la tanto agognata e sbandierata libertà. Ora che la libertà ce l’ha, sembra essersi trasformato in un agnellino. La cosa più interessante di ieri sono state le vignette di Vauro, che si è scagliato a più riprese contro Mario Monti, Berlusconi, la Chiesa, il Pd… Anche Marco Travaglio ha fatto il suo solito lavoro, evidenziando i mille conflitti del nuovo ministro Corrado Passera. Che, tra le altre cose, è anche il regista della svendita dell’Alitalia. Sì, e il resto? Sbadigli a non finire per una puntata inutilmente lunghissima.

In studio c’erano Antonio Di Pietro, Flavio Tosi (sindaco di Verona), Federico Rampini (giornalista di Repubblica), Tito Boeri (economista). Il leader dell’Italia dei Valori è parso più agguerrito che mai. Ha detto di essere molto diffidente nei confronti del nuovo governo e che prima vuole capire che programma Monti intende portare avanti. Per Di Pietro è necessario cambiare la legge elettorale e dare voce ai cittadini il prima possibile. L’ex magistrato ha affermato qualcosa che probabilmente farà infuriare quelli della Lega Nord: “C’è più mafia a Milano, che a Palermo”.

Ieri hanno parlato gli operati e gli studenti indignati. Ci sono stati i sondaggi su Facebook e c’è stata la sorpresa Marracash, che si è esibito dal vivo. Toni pacatissimi, in studio. E questo ci sta bene, perché un programma televisivo non è e non deve essere un incontro di rugby. Cosa manca, allora? Le inchieste. Completamente sparite. Un servizio lunghissimo è stato dedicato ai festeggiamenti per le dimissioni di Berlusconi (c’era proprio bisogno?). Si è dato rilievo alle dichiarazioni del boss Mandalà rispetto ai presunti rapporti amichevoli con Schifani e Della Loggia. E poi? Nulla più. Dove sono le inchieste di Sandro Ruotolo? L’ex giornalista Rai stavolta ha intervistato il leader dell’Udc Casini. Nessuna domanda scomoda, così come era stato nelle precedenti interviste dello stesso Ruotolo. Eppure sappiamo tutto quanto l’ex inviato di Annozero sia capace e coraggioso.

Veniamo agli ascolti in tv della puntata di ieri. Le persone che hanno seguito Santoro sono state 2,4 milioni (a cui poi vanno aggiunti tutti gli spettatori del web): lo share è stato del 9,7%. I dati sono in costante ribasso rispetto agli esordi. La prima puntata aveva avuto 2,8 milioni di telespettatori (12,03%), la seconda era arrivata a 2,6 milioni (10.42%). Che il poco coraggio della trasmissione stia allontanando il pubblico? I dati sembrano dire di sì, almeno per ciò che riguarda quelli televisivi.

About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.
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7 Comments

  1. mario

    novembre 18, 2011 at 13:22

    francamente ho pensato l opposto di quello che hai pensato tu vedendo ieri la puntata! altro che noiosa!!secondo me è stata la più coinvolgente tra le tre! ma sono gusti!!

  2. Sergio

    novembre 18, 2011 at 15:08

    Ma che articoli ridicolo!!

    Grande Santoro! Ieri la puntata è stata intensissima e piena di contenuti!!

    Siete quelli che volete la rissa in tv?! Guardatevi il grande fratello allora!

    Io sono per i contenuti, dei grandi contenuti! Grazie Santoro

  3. jhos

    novembre 18, 2011 at 16:38

    Sono d’accordo con Sergio.
    Quella di ieri è stata la miglior puntata di quelle trasmesse fino ad ora.

  4. eugenio petessi

    novembre 18, 2011 at 16:49

    Prevedo difficoltà negli ascolti di santoro di cui sono un ex estimatore.Era entusiasmante ora noiosissimo. Mi spiace tantissimo.

  5. Francesco

    novembre 18, 2011 at 18:02

    Il vero problema riguardo agli ascolti è la poca pubblicità. La gente tende a scordarsi della disponibilità di un programma a scadenza settimanale, non importa quanto sia di suo gradimento.

  6. mary carrano

    novembre 18, 2011 at 20:37

    bisogna saper ascoltare e seguire con occhi e orecchie nuove, l importante e’ che santoro riesca sempre a sviscerare cose che altrimenti nonascolteremo sia perche’ programmi come il suo non ne fanno sia perche’ riesce sempre a essere opportuno per ogni situazione, invitati eccellenti, non vedo la noia anzi,si sta scremando forse l interesse vero verso la situazione , chi veramnet e’ interessato da chi vuole vedere lo spettacolo gogna.w santoroe tutto il gruppo!!!

  7. Francesco

    novembre 19, 2011 at 17:16

    Ottima puntata, ampio spazio alla gente comune. Il lungo servizio sui festeggiamenti era quanto meno necessario perchè nessuno aveva fatto vedere “da dentro” cosa è successo: negli altri dibattiti che ho visto se ne è parlato senza conoscere, per partito preso.
    Deludente, piuttosto, questo articolo scritto con pregiudizio e superficialità.

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