Andrea Scanzi commenta Il più grande spettacolo dopo il week end

By on novembre 25, 2011
Rosario Fiorello

text-align: justify”>Rosario FiorelloIl più grande spettacolo dopo il week end rischia di diventare il caso televisivo dell’anno assieme alla nascita di Servizio Pubblico di Michele Santoro. Fiorello (nella foto) sta facendo segnare ascolti davvero stratosferici. Se la prima puntata aveva sfiorato i 10 milioni di telespettatori, la seconda è arrivata a 12,2 milioni per uno share del 42,6%. E’ la dimostrazione che lo show di Fiorello, pur non avendo fondamentalmente nulla di innovativo o sorprendente, piace. Ma come spiegare questo grande successo? Come giustificare cifre che solo il Festival di Sanremo e i Mondiali di calcio, ormai, riescono a toccare? Il giornalista Andrea Scanzi (forse molti di voi non lo conoscono perché in tv si vede poco, ma fidatevi: è certamente tra i più bravi) ha voluto dire la sua sul programma di Rai Uno. Come facile immaginarsi, il suo commento non è molto luisinghiero (eufemismo) nei confronti della trasmissione.

Per Scanzi, “Fiorello era e resta uno straordinario animatore turistico. Un Restauratore“. Quella di Fiorello, spiega il giornalista sul Fatto Quotidiano, non è certo satira. Chiedere al siciliano di fare satira “sarebbe come pretendere una poesia in endecasillabi da Balotelli. Il suo è sfottò, ammicco: risata bipartisan. Se è ora assurto a idolo indiscusso – scrive ancora il giornalista del Fatto – è per la contingenza del presente e per la pochezza dei concorrenti (soprattutto se si chiamano Panariello)”.

Per Scanzi l’ex presentatore del Karaoke dilaga anche grazie al nuovo clima politico che si respira in Italia: c’è Mario Monti? E allora vogliamoci bene tutti: siamo coesi, come ci ripetono (ci prendono in giro?) i tromboni della politica e del giornalismo! “Fiorello – scrive Andrea Scanzi – trionfa perché è bravo come nessuno nel rimanere in superficie: nel fare esattamente quel che ti aspetti da lui. L’Italia di Mario Monti anela spensieratezza, la carezza serale dopo giornate di (sobrie) lacrime e sangue: ecco dunque Fiorello, l’imitatore che sa far tutto (“o forse niente”, citando nuovamente i Ricchi e Poveri) e che ha appreso dal mentore Mike la capacità istintiva di cavalcare il gusto medio. La quasi-ignoranza. Il perbenismo interessato. Con lui si ride e ci si autoconsola – dice Scanzi – ovvero quel che capita quasi sempre nel piccolo schermo“.

About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.

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