Intervista esclusiva a Sergio Volpini: “Il “Grande Fratello”? Ve lo spiego io!”

By on novembre 14, 2011
foto di Sergio Volpini ex concorrente del Gf1

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E’ stato uno dei protagonisti del primo “Grande Fratello“, il più preso di mira dalla Gialappa’s Band, ma anche un personaggio che a distanza di anni tutti ricordano. Lui è  Sergio Volpini  più persona  che personaggio: vero, schietto e coi piedi per terra.  Lo abbiamo incontrato, e tra una chiacchiera e l’altra sulla sua esperienza all’interno della prima casa di Cinecittà, il surfista di Sirolo, ci aiuta a capire meglio le dinamiche alla base della grande e complessa macchina del “Grande Fratello” tracciando un’analisi scrupolosa. Non solo. Ci racconta del rapporto morboso con la tavola da surf,  dell’ultima e breve esperienza televisiva nel reality interattivo “Uman Take Control“, e soprattutto dei suoi attuali impegni professionali nel campo del marketing e dell’organizzazione di eventi. Questo e di più nell’intervista esclusiva che Sergio Volpini ha rilasciato a noi de “Lanostratv.it“.

Esattamente undici anni fa a quest’ora eri rinchiuso nella casa del “Grande Fratello” che all’epoca rappresentava una novità assoluta in Italia, che effetto ti fa a dopo tanto tempo?

Essendo stata per me un’esperienza personale e non mediatica, a parte il dopo reality naturalmente, fa un’impressione strana, perché la trasmissione che c’è adesso non è la stessa che ho fatto io. Una delle differenze è che nella  prima settimana i concorrenti si vedono in televisione, mentre nella mia edizione l’unico rapporto con l’esterno l’ha avuto  la buon anima di Pietro (Taricone) nell’ultimo mese con una telefonata. Noi eravamo veramente un esperimento sociale, antropologico, direi. Loro invece sono dei giovani con una fortissima propensione all’arrivismo machiavellico che seguono quello che negli altri anni ha avuto successo come baciarsi, fare l’amore, litigare  e piangere. Più che quello che succede dentro la casa, mi stupisce come il pubblico reagisca ancora al solito meccanismo.

Cosa ti sei portato negli anni di quell’esperienza?

Il primo Gf ha fatto addirittura 17 milioni di telespettatori. Mi conoscevano da Palermo a Udine, una “popolarità valanga” e se vieni travolto da una valanga, non puoi canalizzarla, te la prendi addosso e basta. La stessa cosa è successo a noi. Sicuramente la cosa più positiva a livello personale, è che  ti da la possibilità in breve tempo di conoscere le dinamiche che governano la società, il paese e l’economia.  Delle volte invece aver fatto il “Grande Fratello” diventa come essere macchiati da qualcosa, ti guardano con sospetto, devi dare ogni volta prova di credibilità e di acume, se no vieni pregiudicato come deficiente  o comunque di terza classe. Ma anche questa è esperienza di vita, quindi l’ evoluzione personale se affrontata in modo costruttivo può essere positiva.

foto sergio volpini sulla tavola da surf

Se un beduino del deserto egiziano ti sentisse in questo momento penserebbe che il “Grande Fratello” sia un inferno.

 In genere a tutti quelli che mi chiedono di farli entrare io rispondo sempre “Ma chi  te lo fa fare!”. Adesso poi  è rischioso, perché tu vai dentro e fuori succede l’inferno per davvero: donne con cui sei stato, donne con cui non sei stato, parenti sconosciuti, e tutto questo spesso non viene retribuito: lo si fa per la popolarità, che da sola non è sempre remunerativa. Anzi, quanti ne ho visti peggiorare la propria condizione sociale post Gf! Alcuni hanno perso il lavoro di prima perché considerati non più credibili, altri hanno perso troppo tempo in attesa di qualche lavoro dallo spettacolo che sarebbe dovuto arrivare di default, ma che li ha fatti solo perdere la bussola.

Tu, invece, dopo la redention nella casa di Cinecittà, sei più salito sulla tavola da surf? 

Assolutamente sì, è l’unica cosa costante nella mia vita. Tutte le altre cose sono cambiate, i sentimenti, le donne, il lavoro, ma il surf e l’amore per le onde sono rimasti immutati. Sono talmente drogato di onde che la mia vita viene cambiata in base a questa passione.

L’anno scorso hai dichiarato: “Se tornassi indietro, non rifarei il primo “Grande Fratello”. Aspetterei un paio di anni perchè il format sia ben rodato, poi proverei a candidarmi come inquilino“. Perchè?

Perché tra essere inconsapevoli ed essere consapevoli delle dinamiche su cui funziona il programma cambia tutto. Noi che evidentemente le ignoravamo avevamo paura di dire cose per cui fuori saremmo stati condannati o addirittura denunciati, mentre ora non hai paura di dire certe cose, anzi le enfatizzi, sei più libero di esprimenti senza timori. Diciamo che puoi permetterti di osare maggiormente, e già questo è un bel vantaggio!

Il tuo ex coinquilino Salvo Veneziano di recente ha rivelato che una volta uscito dal reality  guadagnava fino a 30 milioni di lire a serata, mentre adesso i ragazzi prendono dai 500 ai 2.000 euro: sei proprio sicuro che non rifaresti il primo Gf?

Sai, Salvo aveva un pubblico molto popolare quindi è possibile che abbia guadagnato cifre che altri non hanno preso. E’ stato davvero l’icona del pubblico popolare. È per quanto che cambia tutto. Io preferirei guadagnare 2.000 euro al mese per 10 anni piuttosto che 30 per 6 mesi. Per esempio: se post reality puoi  guadagnare  50 mila euro, io ti domando ma la tua dignità messa nelle mani di chiunque, a disposizione di milioni di persone vale 50 mila euro?

foto dei personaggi di vip on board

Adesso la maggior parte dei concorrenti hanno facce già viste, alcuni anche amicizie importanti. Ma voi del primo Gf eravate davvero degli sconosciuti o ci siamo illusi che lo foste?

È tutto un meccanismo perverso per far polemica al Gf ogni anno. Bisogna capire che il “Grande Fratello” è un operazione economica straordinaria che produce quantità di denaro come nessun altro programma. Quello che lo fa funzionare è il cast, nel senso che se lo sbagli il programma va male e perdi decine di milioni di euro, cosa che Mediaset non può permettersi per dar retta a chi raccomanda. Prendi un cast e fai un collage adatto a fare audience però su dieci è possibile che uno o due vengano suggeriti a qualche autore. Alla fine, però, vengono presi quelli ritenuti ideali per quella determinata edizione.

Seguendo il tuo ragionamento, dato che questa tra le dodici edizione è quella partita peggio in termini di ascolti, significa che hanno sbagliato qualcosa nella scelta del cast…

Un pochino sì. Però calcola pure che puoi prevedere, ma poi dentro la casa i comportamenti possono cambiare completamente. Io stesso sono stato irriconoscibile agli occhi degli autori nelle mia permanenza nel reality. L’elemento “imprevisto” c’è sempre. Ora come l’anno scorso piano piano tenderanno ad eliminare chi non serve al funzionamento del programma, con la storia dei “nominabili”. Non hai fatto caso che i nominabili della settimana sono i più inutili? E’ un sistema meraviglioso per eliminare quelli che non servono al programma. Il “Grande Fratello” produce sempre quei tre o quattro personaggi più eclettici, il resto serve solo a fare andare avanti la macchina.

Ma com’è possibile che tra gieffini, anche di edizioni diverse, ci si conosce tutti.

Se giri a Milano o Roma costantemente la notte vedi sempre le stesse facce.  Io li chiamo  “I soliti 1000“. Il Gf prende persone eccentriche, gente che lavora in discoteca, negli uffici stampa, pr, insomma l’80% sono tutti dello stesso ambiente. Hai mai visto qualcuno che fa il carpentiere e che dice “Io quello lo conosco”?

Rispetto alla prima edizione lo share si è nettamente abbassato di circa 10 punti: tutta colpa dell’avvento del digitale o i reality hanno stancato?

Massì, basta! Sono dodici edizioni, ma quante volte dobbiamo vederlo? C’è una saturazione ormai. In questo periodo storico la gente forse si sta svegliando e non vuole più “mangiare” banalità mediatiche.

foto di sergio volpini surfista

Ma parliamo di te. L’ultima volta che ti abbiamo visto in tv è stato nello sfortunato programma “Uman Take Control“: una parentesi da dimenticare?

Una parentesi molto triste che per fortuna si è conclusa altrettanto velocemente. Ho accettato di partecipare perché Endemol ha parecchio insistito: sembrava fossi perfetto per quella cosa, invece poi, una volta dentro, ho capito che non era per me. L’idea era interessante, è lo svolgimento che è stato pessimo.

E adesso  raccontaci un pò di cosa ti occupi.

Quattro anni fa ho aperto un’agenzia di comunicazione e management. Dall’organizzazione all’ufficio stampa di un evento culturale, passo alla comunicazione dei brand di abbigliamento, fino a quello che è il prod placement, cioè la collocazione del prodotto in luoghi mediatici adatti al target di riferimento.  Oltre a questo lavoro al programma “Il diavoli e l’acqua santa” tutti i giorni su Radio Arancia Network. Tra  i tanti progetti , però, quello per cui vado fiero e che mi appassiona di più è “Vip on Board” un progetto di  Gip de “Le Iene” che porta i vip italiani a diventare surfisti all’estero, di cui sono organizzatore e surf coach.

L’hai nominato a inizio intervista. Che ricordo hai di Pietro Taricone?

Di lui non parlo proprio. E’ già stato troppo commentato.  Per me è stata una perdita personale, non una perdita pubblica. Tengo tutto per me.

About Taty Rossi

Nata a Milano sotto il segno dei Pesci, ha origini eritree, una pelle color cannella e si definisce "un'amante della parola". Ha studiato recitazione e conduzione televisiva presso il Centro Teatro Attivo di Milano poiché teatro, cinema e televisione sono le sue più grandi passioni. Oggi cura i servizi esterni del programma "Live In Style" in onda ogni venerdì alle 18.15 su 7Gold.

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