L’Italia dei reality e dei talent: un’era in declino (?)

By on novembre 28, 2011
televisione

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I reality… i talent… un genere televisivo usato anzi strausato, proposto anzi riproposto in tutti i modi e le salse di questo mondo. Tutto ebbe inizio con il Grande Fratello, che rivoluzionò, ahimè, la nostra tanto amata Tv. Dico ahimè, perchè non sono mai stato un sostenitore del GF, in quanto dopo la prima edizione ha perso fondamentalmente spontaneità, sia da parte dei concorrenti, ma anche del gioco stesso, in quanto più volte abbiamo assistito a cambiamenti di regolamento, o l’aggiunta di nuove regole, pur di alzare gli ascolti. Ecco, proprio gli ascolti quest’anno del GF sono in netto calo: partito bene, ma calato già al secondo appuntamento, senza poi parlare del crollo dovuto a quel furbone di Fiorello che con il suo Varietà (Il più grande spettacolo dopo il week end, ndr) ha bloccato davanti allo schermo un’enormità di pubblico (l’ultima puntata ha raggiunto il 42% di share). Colpa di Fiorello? Se fosse così Alessia-lascioparlareiragazziemistozitta-Marcuzzi tra due lunedì dovrebbe ritornare a vincere la battaglia del lunedì. Ma se questo non accadesse? Cioè se la gente non seguisse più con interesse il GF? Se lo spettatore, io aggiungo finalmente, si fosse stufato di questo genere di Tv? Il reality in questione, per quanto mi riguarda ha ormai raschiato il fondo, non ha più nulla da raccontare. I concorrenti ad esempio, pur di emergere, mi riferisco all’edizione dell’anno scorso, si sono inventati, o sono stati obbligati ad inventare, storie d’amore che duravano tanto quanto un gatto in tangenziale, cercando poi spazio da Barbara-sonolareginadegliscoop-D’Urso. I cosidetti personaggi della casa sono sempre gli stessi: il bonone di turno, il coatto, quello che non sa coniugare una frase di senso compiuto, quello che rimane legato al suo dialetto come una cozza allo scoglio, il presunto gay… insomma la solita minestra. Spesso mi sono interrogato e ho interrogato le persone che come me guardano la Tv sul perchè il reality in generale attiri così tanto il pubblico, la risposta più plausibile è stata che la gente si impersonifica nei concorrenti e poi che ama spiare, ascoltare le storie, le rogne e i drammi degli altri, forse per distrarsi dai propri.

Reality, talent sono sicuramente in crisi, ma non solo loro. Star Academy è stato uno dei più grandi flop degli ultimi anni, programma brutto, mal strutturato, per niente pubblicizzato, regia inesistente e le voci pressochè mediocri. Insomma un cocktail catastrofico. Vogliamo parlare dei talent fotocopia come Io Canto e Ti lascio una canzone? Il primo sicuramente ha conosciuto stagioni migliori rispetto a questa in corso, il secondo ha perso contro la De Filippi tutti sabati (a parte l’ultimo, ma su Canale 5 andava in onda il meglio di C’è posta per te, ndr). Anche qua si è peccato di presunzione e si è spremuto un prodotto fino all’osso, ma il pubblico prima o poi si stufa si sa.

Amici in onda al sabato, ritornato con qualche cambiamento, vince, ma attendiamo lo sbarco in prima serata per esprimere un giudizio in merito. X Factor su Sky, va bene e anche sul web ha molto riscontro, ma chi vincerà avrà successo? Visto che ormai chi vuole vendere un disco deve passare da Maria De Filippi? Anche in questo caso staremo a vedere.

Spesso dalla nascita di questo blog, mi sono trovato a parlare di reality e talent, esprimendo il mio parere, ma mai come in questo periodo mi sento di dire che i suddetti generi televisivi sono usurati e sempre uguali a se stessi. Forse mi sbaglio, forse non amandoli particolarmente non li posso difendere, però la Tv ha sempre dimostrato di avere dei cicli, di essere una ruota che gira, oggi una cosa funziona, domani no. L’unica cosa certa è che a decidere è sempre il pubblico sovrano (Simona Ventura docet, ndr).

About Nicola Zamperetti

Nato a Valdagno (VI) nel 1978, da un decennio lavora nel mondo dello spettacolo come performer teatrale e attore. Ha partecipato a molti programmi come "Sarabanda" "Domenica In" "Carramba che fortuna"... Scopre l'amore per il teatro, soprattutto per i Musical (Grease,Il Ritratto di Dorian Gray e A Chorus line) e per le Fiction (La Ladra, Il Peccato e la Vergogna e Donna detective). E' cresciuto guardando la tv e si definisce figlio del tubo catodico. Promette di essere ironico, tagliente e cinico nei suoi Articoli.

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