Servizio Pubblico, Carlo Freccero elogia Michele Santoro

By on novembre 6, 2011
michele santoro

text-align: justify”>michele santoroImpossibile negarlo. La prima puntata di Servizio Pubblico è stata un grandissimo successo in termini di pubblico. Hanno dovuto ammetterlo persino i quotidiani più filo berlusconiani. La nuova trasmissione di Michele Santoro (nella foto) ha avuto circa 3 milioni di spettatori tra canali tv locali e reti sky, mentre è stata seguita mediamente da 300mila persone in streaming sul web. Numeri assolutamente esaltanti e che possono diventarlo ancora di più nelle prossime puntate. Già da ora si può dire che Servizio Pubblico è un esperimento multimediale riuscito, che rischia di mettere ancora più in crisi il duopolio formato da Rai e Mediaset e la stessa la7 (Piazzapulita, giovedì, ha quasi dimezzato i suoi ascolti, attestandosi su uno share inferiore al 5%, minimo stagionale del programma di Formigli).

Carlo Freccero, direttore di Rai Quattro, è uno che di tv, a differenza di tanto colleghi messi lì per caso, se ne intende eccome. Per lui la nuova trasmissione dell’amico Santoro è per certi aspetti rivoluzionaria. “Mettiamoci un bel punto, spazziamo il vecchio. Andiamo oltre il nemico, il contraddittorio, il pesetto di maggioranza. Non c’è bisogno di avere la Santanchè o Ghedini. Questa comunità – spiega Freccero al Fatto Quotidiano – ha rivoluzionato la televisione. Stringiamoci intorno al nuovo, e smettiamola di creare teatrini e presepi con chi dice qualcosa e chi replica col contrario. Abbiamo visto una trasmissione nuova con un modo nuovo”.

Per Carlo Freccero un aspetto fondamentale di Servizio Pubblico è il rapporto intenso e costante con il pubblico. Il direttore di Rai Quattro esalta i sondaggi fatti con Facebook (dunque assolutamente gratuiti) in tempo reale, che sono nel loro piccolo “uno strumento di democrazia”. Freccero ritiene che Santoro è riuscito ad andare oltre il berlusconismo e che questo ha spiazzato, per certi aspetti, anche i giornali vicini al presidente del consiglio. “I costumi di Berlusconi sono finiti – dice Freccero – per anni abbiamo raccontanto la politica radunando i pro e i contro”. Ma la realtà, dovremmo saperlo, è ben più complessa.

About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.

3 Comments

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  2. giulio

    novembre 7, 2011 at 19:01

    Freccero come sempre è sul pezzo e mette in risalto gli spazi di democrazia
    che l’informazione non omologata si va a ricercare su media non generalisti
    c’è da riflettere parecchio sul concetto di servizio pubblico nei mass media
    la novità è che si aprono varchi di informazione possibile con un pubblico che
    si mobilita non solo su piazze urbane ma su crocevia telematici
    nasce una grande agora multimediale, un’opinione pubblica strisciante e trasversale
    che in un processo di autodifesa si riappropria della propria opinione e crea
    dissenso

  3. giulio

    novembre 7, 2011 at 19:16

    La sfida di Santoro non penso sia solo sui numeri di un’audience che dà ragione
    della sua avventura televisiva, ma sopratutto su un post-berlusconi
    che aprirà margini di critica anche verso settori apparentemente non troppo
    lontani dal pensiero santoriano e travagliesco
    La funzione di lavacro delle coscienze potrà avere un ruolo quando gli obblighi di governo saranno in mano ad esponenti dell’area filosantoriana?
    Penso che in questo caso sia in gioco non solo la credibilità di un conduttore tv
    ma anche e sopratutto la coerenza e la forza di un tipo di informazione indipendente

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