Servizio Pubblico e Michele Santoro criticati sul blog de Il Fatto

By on novembre 21, 2011
Michele Santoro

text-align: justify”>Michele SantoroSi può apprezzare il grande lavoro fatto da Michele Santoro (nella foto) in questi anni in difesa della libertà d’informazione e della democrazia e, contemporaneamente, essere critici nei confronti di Servizio Pubblico? A quanto pare, sì. Noi ‘per primi’ abbiamo scritto che il programma del giornalista campano ci lascia un po’ perplessi. Le inchieste sembrano essere totalmente sparite (ormai l’ottimo Sandro Ruotolo fa solo domande – comodissime – ai politici); gli ospiti in studio sono gli stessi, identici, di quelli che si possono vedere – purtroppo – in qualcunque altro talk show; ci sono servizi incomprensibilmente lunghissimi. Ma a lasciarci perplessi è anche il totale consenso che Santoro ha espresso nei confronti del governo Mario Monti che – per chi l’avesse dimenticato – è appoggiato da quel Pdl che per tre anni e mezzo ha votato qualasiasi proposta di Silvio Berlusconi.

A essere molto critico nei confronti del programma è anche un blogger del Fatto Quotidiano, Franco Bassi. Emblematico il titolo del suo post: “Servizio Pubblico: mi addormento“. La delusione del blogger nasce principalmente dal fatto che, dopo l’addio alla Rai, c’era da augurarsi una trasmissione ben più coraggiosa, realistica e critica verso il potere. E invece… “Mi aspettavo che Michele Santoro, una volta libero dalle tante catene che lui stesso ci aveva raccontato di avere, finalmente avrebbe potuto mandare in onda un programma diverso – scrive il blogger. – Un programma dove i protagonisti avrebbero dovuto essere persone vere, con storie reali, con i problemi che incontrano tutti i giorni, ma anche con il loro modo di affrontarli, risolverli. Invece ci ritroviamo lo stesso prodotto di prima, con gli stessi politici di prima, che imperversano in Servizio Pubblico come in qualsiasi altra trasmissione tv e che – aggiunge Franco Bassi – dall’alto del loro vergognoso stipendio, ci spiegano in che modo dobbiamo stare al mondo“. Parole in larga parte condivisibili, quelle del blogger del quotidiano. Onore, comunque, anche al Fatto che, pur essendo tra gli editori di Servizio Pubblico, dà spazio alle voci critiche.

About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.

2 Comments

  1. Linda de'Nobili

    novembre 22, 2011 at 00:28

    Salve,
    sono pienamente d’accordo. Anch’io mi aspettavo qualcosa di più e di sostanzialmente diverso. Gli ospiti sono sempre gli stessi che tra l’altro dicono sempre le stesse cose. Santoro se n’è andato dalla RAI per essere libero di fare del giornalismo libero ma a me sembra che non ci sia nulla di diverso, anzi forse è addirittura un pò noioso. Non c’è la gente vera quella che effettivamente non ha voce, il format è identico a se stesso. Franco Bassi mi ha tolto le parole di bocca.

  2. Augusto Vinciguerra

    novembre 25, 2011 at 16:19

    Ma perchè aspettarsi qualcosa di diverso per forza ??? è bello e allo stesso tempo sconfortante venire a conoscenza che in fondo l’Italia marcia a due velocità, da una parte il grosso del popolo sottoposto alle regole ed ai taglieggiamenti e dall’altra una classe aristocratica di scelti, che non rispetta alcuna regola, è avvezza alla bugia e al giuoco delle parti per spartisi concordemente tutto ciò che c’è da accaparrarsi.
    Siamo stati governati da sempre da una mafia politica, che per mezzo del voto del popolo , si è autolegittimata e che non si è privata di alcun vizio anzi come le case nobiliari di un tempo hanno messo nei posti chiave amici e parenti e figli per perpetuare il loro potere.
    Bisognerebbe non credere più alle promesse di tutti i partiti, ripeto tutti i partiti, le loro tribune e i loro dibattiti sono del resto finti ed inconsistenti ; tutti quelli che sono andati al potere, invece di riformare hanno solo sfruttato al massimo il potere per creare le loro isole di ricchezza , preoccupandosi di nomine e di spremere -d’accordo con i competitori politici- la mucca italiana. Per sorprenderci, dovremmo spingere su un manipolo di onesti, che abbiano il coraggio di sottoporre al popolo le nuove regole deontologiche e definire aspre pene e sequestro di beni per chi viene preso con le mani nel sacco. Non sarebbe difficile immaginare cosa progettare per i passi successivi.
    Questo è il di più che vorrei vedere e sentire.
    Del resto, dopo anni di denuncie e scandali, con un sistema giudiziario come il nostro, creato dai nostri politici esperti…, non è cambiato poi molto; ed è questa la vera noia, la noia che fa perdere la speranza di vedere giustizia.

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