Antitrust multa Auditel: favorite Rai e Mediaset. Sky sul piede di guerra

By on dicembre 16, 2011

Se solitamente è l’Auditel con i suoi dati a far venire il mal di testa ai presentatori, agli autori e alle squadre dei programmi tv, questa volta a tremare è proprio la società dagli ascolti truccati. Ebbene si, finalmente è arrivato il verdetto dell’antitrust. La multa inflitta alla società che in Italia possiede il monopolio in questioni di ascolti tv è davvero salata: Auditel  è stata condannata a pagare 1,8 milioni di euro per “abuso di posizione dominante”. E indovinate un po’ a favore di chi? Rai e Mediaset. Del resto c’era da aspettarselo. In Italia esiste un’unica società che si occupa di monitorare la vitalità di programmi, canali e reti televisive in termini di attenzione del pubblico. Ma questa società avrà pure degli azionisti. Volete conoscerne i principali? Rai e Mediaset con la maggioranza nel consiglio d’amministrazione. Quindi, tanto per ricapitolare, c’è in Italia un’unica società che controlla i dati degli ascolti tv e tra i suoi principali azionisti ci sono Rai e Mediaset, le stesse aziende che Auditel dovrebbe controllare assieme a Sky e ad altre piattaforme. La sentite la puzza? Perché qui qualcosa comincia a puzzare di bruciato.

La prima denuncia risale al lontano 2009. E’ Sky, una delle piattaforme più penalizzate, ad esporre un esposto all’Antitrust nel quale denunciava lo scorretto modus agendi dell’Auditel, accusato di non aver pubblicato per lungo tempo i dati dettagliati relativi a tutti i canali presenti sul territorio nazionale. Parliamo quindi dell’analogico come del digitale terrestre, del satellitare e del IPTV. Questo silenzio ha favorito i poli tv più visibili, ossia Rai e Mediaset (questo dalla seconda metà del 2009 fino ad ottobre 2010). Il giochetto dell’Auditel che apparentemente non favorisce ma neppure rema contro nessuno a cosa è servito? L’assenza dei dati ha impedito alle nuove piattaforme, soprattutto quelle digitali, di dimostrare alle aziende inserzioniste i dati in crescita del pubblico potenziale fruitore della pubblicità, nè hanno potuto dimostrare la palese crescita di ascolti che le nuove televisioni hanno raggiunto in questi anni grazie ad un lavoro di erosione di pubblico dai logori colossi Rai e Mediaset.

Ma c’è di più. Auditel ha “attribuito i dati di ascolto rilevati nel panel, nella fase della loro elaborazione, anche alla popolazione non dotata di apparecchi televisivi”. In altre parole mentre degli abbonati di Sky sappiamo vita, morte e miracoli (compreso il loro numero preciso), per Rai e Mediaset abbiamo un conteggio all’italiana, che include anche chi l’apparecchio televisivo non lo possiede affatto. Ecco la sintesi della condanna: “le condotte di Auditel hanno avuto un duplice effetto: da un lato hanno limitato fortemente le possibilità di crescita delle emittenti televisive che intendevano attuare strategie di erosione degli ascolti delle emittenti generaliste (…). Dall’altro hanno protetto i canali delle principali emittenti generaliste dagli effetti negativi che sarebbero loro derivati dalla diffusione di informazioni sui dati di audience”.

Sulla questione tuona anche Santoro (ieri in onda con un altra puntata di Servizio Pubblico, ndr). In effetti lui dagli ascolti truccati è scappato e già da tempo denunciava l’inadeguatezza del sistema Auditel che con il programma – sfida di Santoro aveva già toppato per diverse settimane. La prima denuncia è del 2009, la condanna alla fine del 2011. Tre anni per capire che il sistema Auditel non va più bene e che il mondo televisivo e dell’informazione sta cambiando. Quanti altri anni prevedete prima che le cose cambino veramente?

About Gianrico D'Errico

Nato a Cisternino (BR) nel 1988. Laureto in Filosofia è laureando in Scienze Filosofiche a Padova. Ama le serate con gli amici (preferibilmente a casa con coperta e cioccolata calda). Da sempre lo accompagna la passione per il cinema, gli sono irresistibili le commedie nere. Diventare giornalista è una delle tante opzioni che ha appuntate sul suo taccuino delle cose da fare da grande (assieme all'astronauta e l'inventore di cose utili). Per adesso ci prova con tanta passione per la scrittura e la televisione.

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