Che Dio ci aiuti: dopo Don Matteo, l’ennesima fiction in tonaca per Rai1

By on dicembre 23, 2011

text-align: center”>Che Dio ci aiuti, Rai1

Che in Italia in fatto di fiction si sperimenti poco è un dato di fatto: l’ultima conferma in ordine di tempo arriva dagli schermi di Rai1, la Rete più tradizionale del sistema generalista. Stiamo parlando della nuova fiction Che Dio ci aiuti (in foto i protagonisti Valeria Fabrizi, Massimo Poggio ed Elena Sofia Ricci, ndr), in onda ogni giovedì in prima serata. Nuova si fa per dire, perché è evidente che si tratta di una riproposizione in chiave femminile del seguitissimo Don Matteo: pur di non perdere un patrimonio consolidato di telespettatori della prima serata, la Rai ha deciso di puntare sulla continuità tematica dei suoi prodotti. E così, impossibilitati a mandare in onda il prete investigatore per tutto l’anno (e siamo certi che la dirigenza lo farebbe molto volentieri), si passa il testimone alla suora detective, una specie di Don Matteo in gonnella. Stessi personaggi ed ambientazione religiosa (si passa dalla parrochia del prete al convento di suor Angela), stessa scelta di location in una cittadina media italiana (Gubbio per Don Matteo, Modena per le suore), stessa passione per indagini, delitti e misteri a dir poco inverosimili.

Addirittura la linearità è stata sottolineata da un tentativo, un po’ maldestro e sempliciotto in verità, di cross over tra le due serie. Nell’ultima puntata di Don Matteo 8, che per inciso ha chiuso col botto una stagione record d’ascolti, una suora maldestra (Elena Sofia Ricci) alla guida del suo furgoncino investe il prete in bicicletta: i due personaggi  si incrociano, passandosi così il testimone del giovedì sera di Rai1. E la trovata ha funzionato, perché la prima puntata di Che Dio ci aiuti ha registrato ben 8 milioni, con una curva del 25% di share. Il successo del debutto ha trovato conferma solo in parte nei dati d’ascolto della seconda puntata, in onda ieri sera: una media di 5 milioni e mezzo di spettatori e il 20,5% di share. Sintomo che il traino di Don Matteo ha avuto la sua influenza sulla fiction, che ora però dovrà dimostrare continuità nei riscontri di pubblico. Ad ogni modo i risultati sono più che positivi in un periodo in cui la fiction italiana, anche quella con radici ormai storiche (si pensi a Distretto di Polizia, giunto ormai all’undicesima edizione) arranca sempre di più e mostra un’evidente fatica nel trattenere gli spettatori davanti allo schermo.

Quindi tanto vale non rischiare, avranno pensato in Rai, e sfruttare finchè è possibile il concept ecclesiastico-investigativo declinato nei toni della commedia a tratti tinta di giallo: sarà l’effetto rassicurante della tonaca o del lieto fine sempre certo, fatto sta che il pubblico continua a premiare questo genere tv, in tutte le sue varianti. In realtà le trame ormai omologate e i dialoghi non sempre brillanti rischiano di restituire un prodotto sempre più appiattito su se stesso. Quasi a far rimpiangere quelle che erano le prime e più originali fiction dal topic ecclesiastico: chi si ricorda di Dio Vede e Provvede (con Angela Finocchiaro, Maria Amelia Monti, Athina Cenci, ndr)? Anche lì le vicende delle scapestrate suore erano alquanto inverosimili, ma la veste comica se non altro le rendeva divertenti e mai banali.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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