Frequenze tv: annullato il beauty contest, si va verso l’asta pubblica

By on dicembre 18, 2011

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Ad un passo dall’assegnazione gratuita delle frequenze tv, i giochi si riaprono: i sei fasci di frequenze, resi disponibili dal riordino dello spettro di trasmisssione col passaggio al sistema televisivo digitale (in foto, ndr), potrebbero presto essere messi all’asta dal governo, anziché assegnati gratuitamente, e quasi certamente a Rai e Mediaset, come previsto dal meccanismo del beauty contest. Ieri infatti, l’esecutivo guidato da professor Mario Monti ha accolto alla Camera tre ordini del giorno, presentati dalla Lega, Italia dei Valori e Partito democratico, che concordavano sulla necessità di “annullare il bando di gara per l’assegnazione di diritto d’uso di frequenze e venderle invece agli operatori del mercato che ne hanno i requisiti attraverso “un’asta a titolo oneroso”. Una gara pubblica dunque, ritenuta necessaria oltre che per un reale rispetto dei principi di pluralismo e di concorrenza del mercato, soprattutto per permettere allo Stato di battere cassa in un momento di crisi economica gravissima come questo.

Con l’approvazione del documento da parte del governo sarà dunque annullato il “concorso di bellezza” studiato a tavolino dall’ex ministro con delega alle Comunicazioni Paolo Romani di concerto, s’intende, con l’allora premier e proprietario di Mediaset Silvio Berlusconi, che finiva per favorire i big televisivi, a cominciare dalle aziende del Biscione. Non è un caso che il Cavaliere abbia parlato di “un’imboscata”: evidentemente era certo di essersi già assicurato le frequenze disponibili, in parte per il gruppo Mediaset e in parte per la Rai, che nonostante il cambio di governo e il nuovo esecutivo tecnico, rimane saldamente controllata in consiglio d’amministrazione dall’ex maggioranza Pdl-Lega. E pensare però che proprio la Lega, Bossi in testa, ha promosso l’attacco all’assegnazione gratuita delle frequenze tv: Roberto Maroni, firmatario dell’ordine del giorno, ha ricordato che “la recente gara 4G per il mercato delle telecomunicazioni (l’asta per assegnare alle compagnie telefoniche una porzione dell’etere liberato dalla tv digitale, ndr) ha generato un incasso superiore alle più rosee aspettative, garantendo una entrata di circa 4 miliardi. Perché dunque non seguire la stessa procedura per le frequenze tv?

Con l’annullamento del concorso indetto dal precedente esecutivo, i sei multiplex di frequenze individuati, che a loro volta possono trasmettere ciascuno fino a sei nuovi canali digitali, potrebbero finire in un’asta riservata solo alle società di produzione televisiva, oppure solo alle compagnie telefoniche, o addirittura ad operatori stranieri che volessero investire nel nostro mercato. Il valore della vendita potrebbe variare tra i 4 e i 16 miliardi di euro: un bel gruzzolo, non c’è che dire, che andrebbe a rimpinguare le casse dello Stato proprio mentre si sta varando una manovra economica da circa 20 miliardi di euro. Ora resta solo, si fa per dire, da individuare gli eventuali acquirenti ed evitare i ricorsi di quei gruppi imprenditoriali che erano stati invitati a partecipare al beauty contest: Tarak Ben Ammar, proprietario di Quinta Communications (nonché socio in affari e amico fraterno di Silvio Berlusconi, ndr) sembrerebbe intenzionato ad avanzare ricorso contro l’annullamento del contest, poiché avrebbe già disposto gli investimenti necessari alla partecipazione.

Sulla questione era intervenuto giovedì scorso anche Michele Santoro, che durante la trasmissione Servizio Pubblico, aveva avanzato un’offerta simbolica di un milione di euro qualora fosse stata indetta un’asta per le sei frequenze: la provocazione era stata accolta dal socio ed editore Sandro Parenzo, che è parso realmente intenzionato a trovare le risorse necessarie alla creazione di quello che potrebbe diventare il più importante progetto di televisione indipendente del Paese. Ora non ci resta che attendere gli ulteriori sviluppi della vicenda.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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