Kalispéra versione familiare rimpiange la seconda serata (e anche noi…)

By on dicembre 18, 2011
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Accade sempre così e in tutte le cose della vita. Più si fa per migliorare più si peggiora. Questo anche quando parliamo di programmi tv. E’ passato poco meno di un anno dalla messa in onda della prima fortunata stagione di Kalispéra, il programma di Alfonso Signorini (in foto, ndr) che chiuse l’esperienza con un’ottima media di share (attorno al 18%). A convincere critica e pubblico era stata la formula del programma, un incrocio tra talk e show, nel quale si respiravano atmosfere da salotto di casa che regalavano momenti di divertimento, di musica e di chiacchiere, tutto ben reso dal padrone di casa. Fatto sta che dopo il primo successo è arrivata la promozione. E proprio qui c’è il problema. Nella rivoluzione televisiva avvenuta, con la moltiplicazione dell’offerta al telespettarore, ancora c’è gente che pensa che la prima serata sia il top da raggiungere.

Ma, forse, da diverso tempo non è più così. C’è chi pubblica un video su youtube e diventa famoso. Ci sono strumenti per rivedere programmi tv in qualsiasi ora del giorno e della notte. Quindi c’è soltanto una regola: fabbricare un buon prodotto e i riscontri positivi arriveranno. Ancora una volta stiamo parlando della giusta polemica contro l’Auditel (che proprio in questi giorni è sotto accusa per favoreggiamenti verso Rai e Mediaset) e, più in generale, verso gli strumenti ormai obsoleti che vengono utilizzati per sondare l’efficacia di un prodotto televisivo sul pubblico. Proprio questo è stato l’errore di Kalispéra: ha voluto la promozione nel pantheon della televisione tradizionale (che gli ha fruttato un 13% di share), perdendo così tutto ciò che lo rendeva attraente e unico nel suo genere.

In altre parole: la seconda serata possiede il fascino della notte, rappresenta quell’intimità che era il motore di Kalispéra. dove ti aspetti che i vip svestano i panni da star e si raccontino. Per non parlare della scelta di alcuni ospiti e dell’ampliamento sconsiderato del cast. Se volessimo dare un po’ di numeri: 5 allo scontro – farsa tra la Santarelli e Melissa Satta; finalmente Elena Santarelli aveva trovato il suo posto nel mondo, perché ora diminuirle le scorte di ossigeno? La Satta dimostra di non saper suonare il notturno di Chopin. Pamela Prati? N.C. Non classificata nel senso letterale: voi l’avete vista? L’unica a brillare è la zia di Signorini, genuina e disinteressata. Infine, una nota sulla scelta degli ospiti. Una Emma brava ma troppo scontata (siamo un po’ stanchi di questa super presenza televisiva che parte ogni volta che c’è da promuovere qualcosa, vedi l’Amoroso che entra nella casa del Grande Fratello). La scelta di ospitare il padre di Simoncelli è opinabile ma comunque rispettabile. Insensato, invece, ospitare De Sica e Sabrina Ferilli per parlare del cinepanettone.

Giudizio negativo per la prima puntata di Kalispéra che perde la sua verve originaria, ospita comici noiosi, tratta di argomenti superati. In una parola: spaesato.

About Gianrico D'Errico

Nato a Cisternino (BR) nel 1988. Laureto in Filosofia è laureando in Scienze Filosofiche a Padova. Ama le serate con gli amici (preferibilmente a casa con coperta e cioccolata calda). Da sempre lo accompagna la passione per il cinema, gli sono irresistibili le commedie nere. Diventare giornalista è una delle tante opzioni che ha appuntate sul suo taccuino delle cose da fare da grande (assieme all'astronauta e l'inventore di cose utili). Per adesso ci prova con tanta passione per la scrittura e la televisione.

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