Michele Zagaria catturato: decapitato il clan dei Casalesi

By on dicembre 9, 2011
Michele Zagaria clan dei Casalesi

“text-align: center;”>SPECIALE CATTURA MICHELE ZAGARIAMichele Zagaria clan dei Casalesi

Michele Zagaria, nato a San Cipriano D’Aversa nel 1958 ma residente a Casapesenna (Caserta), è stato latitante dal 1995. Dopo anni di indagini tra omertà e coperture, Michele Zagaria è stato catturato. Ha vinto lo Stato e lo ha ammesso anche lui che non ha opposto resistenza alle forze dell’ordine. Nella sua lussuosissima casa imperavano: sistemi di sorveglianza, maxischermi, i-Pad, computer e un bunker nel quale si nascondeva. In paese (ovviamente) nessuno sapeva niente. Dal paese, però, ora arrivano le prime lamentele: “Michele Zagaria era una risorsa economica per il paese”, “Michele Zagaria era un uomo buono” o ancora “Ora come faremo senza Michele Zagaria? Chi verrà al suo posto?”. Potrebbe innescarsi una lotta tra clan: questo è il timore delle forze dell’ordine. Michele Zagaria detto “Capa storta” è stato un potente manager capace di gestire un impero economico: non lasciava tracce alla faccia del Premier Mario Monti. A casa leggeva anche libri sulla camorra, in primis “Gomorra” di Roberto Saviano che adesso tuona: “Michele Zagaria è una pedina del gruppo Parmalat”.

Secondo l’autore di Gomorra “per gonfiare i dati sulle vendite del latte, Parmalat pagava il clan che imponeva a distributori e negozianti di acquistare il loro latte”. Una pratica di concorrenza sleale dove, coi prezzi sottocosto e la garanzia di Zagaria, tutti gli altri concorrenti falliscono a colpo sicuro. Eccetto Foreste Molisano: ma a lui furono bruciati i camion per il trasporto merci. Droga, estorsioni e controllo degli appalti sono state le specialità di Michele Zagaria. Gli esperti sono entusiasti nel dire che il clan dei Casalesi è stato decapitato ma ancora non debellato: troppi sono gli uomini alle sue dipendenze, troppi sono quelli che lo venerano e poi lo coprono. Lo coprono perchè Zagaria elargiva lavoro a gò gò: si trattava di lavoro dequalificato, sottopagato e illecito. Zagaria si sostituiva allo Stato, laddove lo Stato non era presente. Alla camorra, infatti, interessa mantenere un alto livello di povertà ed ignoranza per generare sudditanza e consensi.

Michele Zagaria – che aveva interessi soprattutto in Emilia Romagna e poi anche in Lazio, Toscana, Umbria, Lombardia e Abruzzo – era stato condannato all’ergastolo nel maxiprocesso Spartacus (2008) e per l’omicidio di Pasquale Piccolo dalla Corte d’appello di Latina (2010). E’ stato catturato il 7 Dicembre 2011 grazie ad una maxi operazione delle Squadre Mobili di Napoli e Caserta e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, guidati dai magistrati napoletani.

«Avete vinto voi, ha vinto lo Stato» (cit. Michele Zagaria)

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