Report: l’inchiesta su Don Verzè, il prete-manager

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milena gabanelli

text-align: justify”>milena gabanelliUn prete dovrebbe essere una persona che si batte per diffondere la parole di Cristo, che opera in favore dei più deboli, che si scaglia contro le ingiustizie, che lotta contro il materialismo imperante. Quando devo pensare a un prete che svolge con questo spirito la sua missione mi viene subito da citare Don Andrea Gallo, Don Luigi Ciotti, Padre Alex Zanotelli. Quando invece devo pensare all’antitesi più totale, non può che venirmi in mente Don Luigi Verzè. Ed è di lui che si è occupato ieri Report. Il programma di inchieste giornalistiche condotto da Milena Gabanelli (nella foto) ha cercato di fare luce sui tanti misteri (tanti quanti i debiti) che nasconde il San Raffaele, l’ospedale voluto da Don Verzè che oggi è diventato una sorta di multinazionale.

Il San Raffaele è da mesi sotto la lente d’ingrandimento della Procura di Milano, che indaga sulle ipotesi di bancarotta fraudolenta, false fatturazioni e altri reati. La situazione dell’Ospedale è drammatica, con i creditori e i dipendenti che rischiano di non avere il denaro che gli spetta. Ma com’è potuto accadere? Perché un Ospedale così all’avanguardia rischia il crac? Qualche risposta averebbe potuta darla Mario Cal, il braccio destro di Don Verzè. Ma il 18 luglio scorso il manager si è suicidato.

L’inchiesta di Alberto Nerazzini ci ha portati fino a Salvator de Bahia, dove si trova il quartier generale del prete manager. Qui Verzè ha fatto costruire ospedali: in teoria dovevano essere aperti a tutti, nella pratica – spiegavano gli intervistati – solo i più ricchi possono avervi accesso, in quanto è necessaria l’assicurazione. A Salvator de Bahia il prete manager ha anche una lussuosa villa, rigorosamente con piscina. Un uomo racconta a Nerazzini che vede spesso arrivare l’aereo privato di Verzè e che nella casa si tengono feste con belle donne. Un imprenditore si spinge ad affermare che dirigenti del San Raffaele vanno in Brasile anche per fare sesso con ragazzine di 15-16 anni. Quest’ultimo aspetto è probabilmente il più sconcertante, ma lo è anche il fatto che l’Ospedale abbia speso milioni di euro per acquistare un aereo. Don Verzè ha sempre detto che era per volare dai più poveri di tutto il mondo ed evitare il traffico. Ma le tratte del velivolo dimostrano che le rotte sono ben altre: con buona pace dei poveri e degli ammalati.

Il sacerdote ha trasformato il San Raffaele in una multinazionale che investe persino sull’uva senza semi (!) e si è distinto per lo spreco di denaro e la mancanza di trasparenza nelle operazioni. Il suo ufficio di Milano è costato decine di milioni di euro: un dato che non sorprende più di tanto se si tiene conto della megalomania del personaggio. Un uomo, don Verzè, da sempre amico di tutti i potenti: destra, sinistra, centro, nulla importa. Sono categorie vuote, quelle. Sono tutti uguali, gli uomini di potere, agli occhi del 91enne prete. Berlusconi lo adora, ma anche Andreotti e Craxi hanno avuto rapporti strettissimi con lui. Formigoni, presidente della Regione Lombardia, ogni anno lo foraggia con centinaia di milioni di euro (è il liberismo 3.0, bellezza). Intanto la Fondazione San Raffaele affonda. Dove sono finiti i soldi? Sono andati ai poveri cristi a cui don Verzè tanto ama paragonarsi? Oppure sono stati risucchiati da false fatturazioni, affari sporchi, sprechi, lusso e investimenti sciagurati? La magistratura indaga, ma il quadro fornito ieri dall’ottima trasmissione della Gabanelli è piuttosto sconcertante.

About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.
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One Comment

  1. Nicola

    dicembre 12, 2011 at 11:57

    Complimenti per il reportage sul San Raffaele e su Don Verzè, complimenti per il Vostro coraggio e forza nel riuscire a rendere pubbliche tali notizie (qualche decennio fa credo sarebbe stato impossibile pubblicare notizie scandalistiche su personaggi della Chiesa). La gente deve conoscere e capire cosa ruota intorno al denaro (che non conta la religione, non contano i titoli delle persone). Il grande movimento di denaro genera solamente corruzione a tutti i livelli sociali. Il reportage dovrebbe far conoscere dove vanno a finire tutte le nostre offerte e gli 8per1000 sulle dichiarazioni dei redditi. I soldi dei poveri vanno sempre ai ricchi e mai possono arrivare ai poveri. È una questione scientifica e matematica come le reazioni chimiche (la fiamma non può genera che fuoco e non può generare acqua), così i soldi generano solamente altri soldi e quindi ricchezza e conseguentemente potere e dunque corruzione. Dovreste invitare i poveri lavoratori e pensionati a non fare alcuna offerta sui conti correnti perché è nota la legge scientifica che governa il denaro.
    Mi piacerebbe sapere se poteste trattare anche le questioni di ricorso alla Cassa Integrazione da parte di aziende, come nel mio caso in cui fu pubblicamente dichiarato che l’azienda richiedeva la cassa integrazione in deroga ex art. 4 e 24 della Legge 223/91 (CIG richiesta per presunto esubero e conseguente licenziamento) motivando che veniva fatto solamente per potermi legittimamente licenziarmi e pubblicamente dicendo che per i restanti cassaintegrati non ci sarebbe stato nessun problema a tenerli in servizio (in effetti la maggior parte mai entrata in cassa integrazione e poi gli altri subito ricollocati al lavoro). A nulla sono valse le mie contestazioni alla Regione Lombardia e alle organizzazioni sindacali e neppure a nulla sono valse le mie denunce all’Ispettorato del lavoro (il cui nucleo dei Carabinieri non mi ha mai convocato) e alla Procura di Milano (pur se hanno chiesto gli atti ai Carabinieri dell’Ispettorato del Lavoro): Poi, gli avvocati sistematicamente mi hanno sempre abbandonato e alcuni persino con infedele patrocinio, estorsione e truffa. Ovviamente, nulla posso fare contro una grande azienda che ha come amico Berlusconi (amicizia pubblicamente mostrata sui giornali).
    Grazie mille

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