Servizio Pubblico, ascolti tv e commento dell’ottava puntata

By on dicembre 23, 2011
michele santoro

text-align: justify”>michele santoroIeri sera è andata in onda l’ottava puntata di Servizio Pubblico, ultima per quanto riguarda il 2011. La trasmissione di Michele Santoro (nella foto) tornerà in onda giovedì 12 gennaio 2012. Che puntata è stata, dunque, quella di ieri? Decisamente più movimentata e ‘aggressiva’ rispetto a quelle dell’ultimo periodo. Gran parte della trasmissione è stata dedicata al disastro dei treni italiani. Sporchi, in ritardi, affollati, puzzolenti, freddi. I passeggeri che vi viaggiano si sentono come dei deportati e intanto i prezzi dei biglietti vanno alle stelle. E poi c’è il dramma dei lavoratori. Recentemente 800 di essi sono stati licenziati dalle società che lavorano in subappalto per Trenitalia e tre, per protesta, si sono rifugiati su una gru. Durante la diretta di Servizio Pubblico è arrivato un comunicato stampa di Trenitalia con cui Moretti si impegnava a far riassumere tutti i dipendenti in cassintegrazione. Ma per gli operai, “è l’ennesima farsa, una bufala”. I tre uomini sulla gru hanno deciso di continuare a oltranza la loro dolorosa protesta.

Ieri tra gli ospiti c’era Gino Strada. “Cambiano i governi, ma le spese militari sono sempre le stesse – ha detto il fondatore di Emergency – si tratta di 2 miliardi di euro al mese. Con quei soldi potremmo fare ospedali, sistemare i treni… Le spese militari sono un tabù. L’intervento in Afghanistan, ad esempio, costa all’Italia un miliardo l’anno. I militari sono lì a fare la guerra per conto di terzi“.

Un altro argomento di ieri è stato il San Raffaele, l’Ospedale che il prete manager don Verzè ha traghettato con la sua gestione scellerata al disastro: “Il San Raffaele viene considerato un’eccellenza. Non esageriamo, ci sono anche buoni medici. Ma se gli ospedali di Emergency fossero così sporchi, li chiuderei. Dove finiscono tutti i soldi che guadagna questa struttura? Ha entrate enormi. La medicina privata è costosissima“. Il fondatore di Emergency si è scagliato duramente contro i suoi stessi colleghi: “Non bisogna permettere che dei privati lucrino sulle sofferenze degli altri. Io non ho mai preso 1000 lire in più, rispetto al mio stipendio per curare, le persone. Perché bisogna guadagnare sulle malattie? L’interesse del medico è ormai che tutti stiano male, perché più interventi si fanno, piùsoldi lo Stato rimborsa“.

Antonio Di Pietro, lettaralmente scatenato, ha criticato duramente il governo Monti (troppo vicino a quello precedente) e ha sancito la fine dell’alleanza col Pd. “Pdl, Udc e Pd si incontravano di nascosto perché si vergognano anche dei loro elettori. Ormai sono maggioranza politica a tutti gli effetti“. Bordate anche per il capo dello Stato: “Napolitano arbitro? Ma chi ci crede!”

Il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo è stato in costante difficoltà e non ha fatto altro che parlare di una fase due, in cui si punterà su liberalizzazioni, occupazione e crescita. La famosa “fase due”, quella che da qualche decennio non parte mai…

Nel suo intervento, Marco Travaglio ha ‘consigliato’ il governo su come recuperare e risparmiare qualche decina di miliardi di euro. “Per colpa della corruzione, in Italia le opere pubbliche costano il triplo che nel resto d’Europa. In alcuni casi anche dieci volte in più. I soldi sono pochi e andrebbero investiti nelle piccole opere, pensando soprattutto all’ambiente. Non è possibile che ogni due gocce di pioggia si rischia il disastro. I tecnici sono partiti malissimo: per il Tav sono stati sbloccati già 8 miliardi da Passera. La linea Torino-Lione fu concepita quando si prevedeva un aumento di passaggeri. Ma i passeggeri sono diminuiti, quindi l’attuale linea basta e avanza. Ma perché spendere 22 miliardi di euro (se va bene) per un’opera che finirà fra 15 anni? E perché continuare a buttare soldi sul Ponte di Messina? Forse perché siamo il paese delle cricche in cui non importa nulla ai politici dell’utilità dell’opera, ma conta solo spartirsi il bottino? Il punto, come dice Travaglio, è che se questo paese affonda è in gran parte colpa di quella corruzione che nessun governo ha seriamente combattuto (anzi) e che nemmeno questo esecutivo (visto che è appoggiato dai vecchi partiti) sembra in grado di potere aggredire.

Ps: più tardi – quando vorrà l’Auditel – i dati sugli ascolti in di Servizio Pubblico. Ps2: i telespettatori dell’ultima puntata del 2011 sono stati 1,8 milioni.

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About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.

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