Servizio Pubblico e il paradosso dell’Auditel

By on dicembre 18, 2011
servizio pubblico

text-align: justify”>servizio pubblicoUn altro importante obiettivo Servizio Pubblico l’ha raggiunto. Così come sperava Michele Santoro, il programma andrà in onda per tutta la stagione tv e dunque, come Annozero, durerà fino al prossimo giugno. Ad annunciarlo ufficialmente è stato il patron di Telelombardia, Sandro Parenzo. “Visti i risultati della raccolta pubblicitaria abbiamo deciso di andare avanti fino a giugno. Gli ascolti dell’ultima puntata di ieri sono cresciuti rispetto alla penultima. È vero – ha ammesso l’imprenditore – che c’è stata una flessione rispetto agli esordi, ma l’Auditel è uno strumento insufficiente, non funziona e incide relativamente sulla raccolta pubblicitaria. Giocare la partita con un arbitro stipendiato dalla concorrenza – ha aggiunto Parenzo – è dura“.

Già, l’Auditel: nei giorni scorsi è stato multato dall’Antitrust per aver favorito Mediaset e Rai. Sul fatto che questo strumento sia obseleto e farraginoso, siamo tutti d’accordo. Resta la contraddizione: si è sempre pronti ad esultare quando i dati di ascolto sono positivi, mentre quando le cifre sono negative, la colpa è dell’Auditel. E’ un po’ come nel calcio. La squadra che segna in fuorigioco non si lamenta mai e dice che errare è umano. Quando poi la stessa squadra il gol in fuorigioco lo prende, afferma che ci vogliono le tecnologie a supporto dell’arbitro.

Ci si metta d’accordo una volta per tutte. L’Auditel è un strumento che, visto il funzionamento, può avere anche margini di errore elevati. Noi, naturalmente, non possiamo quantificarli. Ammettiamo che il margine sia molto alto e cioé del 25%. La prima puntata di Servizio Pubblico ha avuto 2,9 di spettatori in tv, la sesta è crollata a 1,2 milioni. Se anche ammettiamo un margine di errore così elevato, ci rendiamo conto che il calo resta evidente e non può essere addebitato tout court all’Auditel (a meno che non ci sia totale mala fede, e allora non si capisce perché non doveva esserci già all’esordio).

Santoro, con quell’Auditel che oggi tanto critica, si è anche tolto grandissime soddisfazioni ad Annozero. Si è sempre vantato che il suo share era nettamente superiore a quello della rete, Rai Due, e che gli introiti pubblicitari erano di conseguenza molto importanti, ben superiori ai costi sostenuti per produrre la trasmissione. L’Auditel, allora, andava bene e oggi no? L’Auditel andava bene quando certificava il successo di Servizio Pubblico e ora è completamente da buttare? La nostra idea è che questo strumento, pur vecchio, farraginoso e impreciso, resta importante per capire quanto un programma sia apprezzato o meno dal pubblico. Va cambiato? Certamente. Va risolto il conflitto d’interesse per cui sono Rai e Mediaset a fare da arbitri? Assolutamente sì. Chi ha le competenze (politiche, tecniche e giuridiche) per farlo, agisca. Anche se lo sappiamo bene: quando si parla di riforme nel campo dei mass media, in questo paese, tutto si fa maledettamente complicato.

About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.

One Comment

  1. anselmo

    dicembre 20, 2011 at 21:13

    Sono contento che “Servizio Pubblico”,nella recente puntata,abbia incrementato
    gli ascolti! Era da prevedersi,dopo le prime trasmissioni di assestamento. E’ un successo ampiamente meritato da Michele Santoro e dai suoi collaboratori.
    Non mancheranno certamente,ulteriori conferme e successi…

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