Servizio Pubblico: Grillo, Guzzanti, Luttazzi e Celentano non verranno

By on dicembre 17, 2011
Sabina Guzzanti

Sabina Guzzanti no a Michele SantoroNell’ultima puntata, Servizio Pubblico ha recuperato un po’ della strada perduta. Ma i dati, rispetto al clamoroso esordio, restano comunque in netto ribasso. Se un mese e mezzo fa la prima puntata della trasmissione di Santoro aveva avuto 2,8 milioni di spettatori in tv (share al 12%), la sesta era precipitata a 1,2 milioni di telespettatori (5%). Ieri una leggera ripresa: 1,6 milioni di spettatori tv e share al 6,8%.

Per Michele Santoro (ma non solo), non è assolutamente detto che queste cifre siano affidabili. Sotto accusa è l’Auditel, che d’altronde è stato appena multato dall’Antitrust. “C’è l’intolleranza di Raimediaset nei confronti di un esperimento che, comunque lo si giudichi, ha reso visibile la crisi delle tv generaliste storiche – scritto l’ex europarlamentare in una lettera sul Fatto. – Un’intolleranza che trova puntualmente nell’Auditel, società posseduta dalle stesse aziende che dovrebbe controllare, il puntello anch’esso traballante di un sistema ridotto a un ferro vecchio da rottamare. Fin da quando ha avuto inizio la nostra nuova avventura ho sottolineato l’inadeguatezza dei vecchi strumenti di rilevazione per una multipiattaforma come è la nostra“. A conferma delle affermazioni di Santoro, c’è il fatto che, puntualmente, ogni venerdì (e cioè il giorno dopo Servizio Pubblico) i dati sugli ascolti arrivano in clamoroso ritardo.

Al di là della attendibilità o meno dell’Auditel, l’ex conduttore di Annozero si dice abbastanza soddisfatto di come sta andando. In ben 6 occasioni su 7, d’altronde, Servizio Pubblico ha fato più ascolti del diretto rivale, ovvero Piazzapulita. Cosa sarebbe accaduto a parti invertite, e cioè se Formigli fosse andato sulla piattaforma e Santoro su LA7? E’ quello che indirettamente e retoricamente si chiede il giornalista campano.

Santoro, nella lunghissima lettera, esprime la delusione per il mancato appoggio al suo progetto a da parte di Sabina Guzzanti (nella foto), Daniele Luttazzi, Beppe Grillo e Adriano Celentano. Eppure la Guzzanti aveva già collaborato con Annozero (nel 2012 avrà un programma tutto suo a la7). “Molti artisti e giornalisti hanno deciso di appoggiare la nostra iniziativa, ma quelli che avrebbero potuto dare veramente una spinta al progetto, Adriano Celentano, Daniele Luttazzi, i Guzzanti, lo stesso Beppe Grillo non hanno voluto metterci la faccia per l’assenza di un punto di riferimento editoriale tradizionale oppure perché preferiscono agire da soli. Rispetto le loro scelte“. Santoro se la prende anche col Pd, reo di non averlo sostenuto. Ma non diceva, il giornalista campano, di essere stufo dell’oppressione dei partiti? Ora che i partiti non c’entrano col suo progetto, perché continua a strizzare (inutilmente) l’occhio al Pd?

About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *