Telejato, la tv antimafia di Pino Maniaci, rischia la chiusura

By on dicembre 31, 2011
pippo maniaci

text-align: justify”>pippo maniaciRischia di sparire Telejato e con essa una pagina gloriosa del giornalismo siciliano. Dal prossimo 30 giugno, infatti, anche l’Isola più a sud d’Italia dirà addio al sistema analogico per passare al digitale terrestre. Se Berlusconi, per i ben noti motivi, voleva regalare le frequenze a Rai e Mediaset, anche il governo Monti, in una prima fase, sembrava procedere in questa direzione. Poi, soprattutto grazie alla battaglia dell’Idv, c’è stata una “pausa di riflessione”. Il rischio di sparire, per le piccole emittenti, resta comunque. Di molte di esse non si sentirebbe probabilmente la mancanza. Ma il caso di Telejato è ben diverso.

La piccola emittente di Partinico si è distinta, in questi anni, per la sue battaglie antimafia. Non crediamo di esagerare se diciamo che è la tv che più di tutte, nel nostro paese, si è esposta su questo fronte. Pino Maniaci (nella foto, per la quale ringraziamo Rosita Rijtano) è l’uomo simbolo di questa piccola, grande impresa. In 12 anni Telejato ha ricevuto oltre 300 querele. Al giornalista siciliano hanno bruciato la macchina e hanno inviato lettere intimidatorie. E’ stato anche brutalmente malmenato. Politici e imprenditori locali, per usare un eufemismo, lo considerano un rompiscatole. Ma lui e la sua redazione di volontari non hanno nessuna intenzione di arrendersi. Lavorano in appena 3 stanze e riescono a farlo molto meglio di certe emitettenti italiane che hanno sede in svariate parti del mondo. Non è riuscita a fermarli la mafia, ma potrebbe riuscirci lo Stato.

Telejato, infatti, non avrebbe certo i fondi per comprare le frequenze tv del digitale terrestre se queste fossero messe in vendita a cifre milionarie. Né potrebbe concorrere con Rai e Mediaset se queste fossero regalate. Insomma, l’unica soluzione possibile è quella di tenere conto della specificità delle piccole emitettenti locali. Se poi si tratta di una tv che conduce una battaglia per la democrazia, la libertà e la legalità, come da anni fa Telejato, è un imperitavo del governo quello di garantirne la sopravvivenza. Troppo facile parlare dei vari Giuseppe Fava, Peppino Impastato, Mauro Rostagno e di tutti i giornalisti morti nella loro battaglia contro il malaffare. Il nuovo esecutivo ha una grande opportunità di tagliare col passato e il presente, fatti di conflitti d’interessi e informazione a rimochio dei poteri. Agisca in questa direzione.

Sul sito ufficiale della tv di Partinico e su Facebook c’è l’appello del Comitato Siamo tutti Telejato. Al governo viene chiesta “la messa all’asta delle frequenze, che porterebbe in cassa diversi miliardi di euro, e che alcune possano essere riservate alle tv comunitarie, per garantire il pluralismo”.

About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.

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