Tiziano Ferro sorride all’amore con un nuovo album

By on dicembre 10, 2011
Tiziano Ferro in una foto dell'album L'amore è una cosa semplice

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Il 2012 segna il ritorno di uno degli artisti più apprezzati del panorama musicale italiano. Tiziano Ferro, 31 anni di Latina, ha compiuto quest’anno i dieci anni di attività e di successi a livello nazionale e non solo. Alla fine dell’estate 2001, infatti, esordisce con il suo brano Perdono che alla fine dell’anno diventa il terzo singolo più venduto in Europa dopo Eminem e Shakira. Un artista – dicevamo – che anche all’estero gode di ottima fama, Spagna e Sudamerica in primis. Scoperto da Mara Maionchi, con il primo album Rosso relativo vende solo in Italia quasi 400mila copie, raggiunge quota 500mila con il secondo 111 e altre 400mila con Nessuno è solo del 2006. Alla mia età, invece, oltrepassa le 550mila copie. A distanza di tre anni, Tiziano Ferro torna con un album che lui stesso definisce molto diverso dai precedenti. L’amore è una cosa semplice (EMI) esce il 28 novembre 2011 e dieci giorni dopo debutta direttamente al primo posto della classifica ufficiale stilata dalla FIMI. E’ composto da quattrodici brani ed è prodotto da Michele Canova. Il singolo d’esordio, La differenza tra me e te, viene pubblicato il 14 ottobre e resta per tre settimane in seconda posizione, bloccato da Adele. Nell’album ben tre collaborazioni importanti: Irene Grandi è autrice del brano Paura non ho, Nesli de La fine e infine nell’ultimo brano Karma compare il featuring di John Legend. L’album è accompagnato anche da un tour che partirà il 10 aprile da Torino e si concluderà il 14 luglio a Roma.

Diciamolo subito. Da fan di Tiziano Ferro credo che questo album, nel complesso, sia deludente. In realtà ero molto curioso di capire quale fosse l’ulteriore trasformazione che nel corso degli anni il cantante di Latina ha mostrato. A esclusione di due-tre brani, tra cui La fine che è probabilmente il migliore (ma è una cover), gli altri brani suonano un po’ di retorico e scontato. La metrica troppo semplice e la banalità di alcuni testi rendono L’amore è una cosa semplice un album decisamente piatto. Insomma, la svolta definitiva che ci aspettavamo si è trasformata nell’ennesima dimostrazione del poco coraggio di andare fuori dagli schemi, tendenza tipicamente italiana. Eppure le scelte fatte dall’artista negli ultimi due-tre anni sono state coraggiose. E non solo dal punto di vista musicale, ma anche sull’aspetto prettamente personale. A partire dalla decisione di dichiarare pubblicamente la sua omosessualità, ancora tabù in questo Paese. E da Tiziano, ora rinato a nuova vita, mi aspettavo perlomeno un ulteriore spunto di originialità in questo suo nuovo lavoro. La sua felicità, che così smaccatamente sottolinea in ogni intervista e si legge attraverso i suoi occhi e al suo magnetico sorriso, sembra paradossalmente essere il suo punto di arrivo. E’ come se il raggiungimento di questo stato di quiete personale avesse spento la sua verve artistica. Insomma, quello che ho sempre amato nei suoi testi è stata questa sua profonda sofferenza che coinvolgeva l’ascoltatore. Una caratteristica che è probabilmente il motivo principale del suo successo. In tanti ci siamo sentiti come lui, in tanti lo abbiamo capito e ci siamo riconosciuti nei suoi versi. Ora, libero e – come lui stesso ha detto – felicemente fidanzato con un uomo – sembra aver perduto quella “disperazione” e quell’esigenza di raccontare un mondo interiore che scava nel profondo dei sentimenti, quelli più intimi e drammatici. L’amore è una cosa semplice è invece un album “alla portata di tutti”. Se questo può essere un aspetto positivo per la sua carriera, dall’altra sembra essere uno smacco per tutti quei fan che come me amano “perdersi” tra le parole e la caratteristica metrica (quasi assente in questo nuovo cd) che ci hanno fatto affezionare a lui. Eppure bisogna dire che Tiziano Ferro ha esaltato non poco questo album: “Questo era il disco che sognavo di fare da anni – ha detto in conferenza stampa – e servivano le canzoni adatte per poter registrare il tutto in questa maniera: coinvolge musicisti di ogni tipo. In segreto scrivevo canzoni che potessero avvicinarsi ed esplorare mondi diversi come lo swing, il bossa nova. Mi piaceva l’idea di aggiungere un piccolo margine di rischio. Se c’è un privilegio di cui mi sento investito è quello di poter essere ascoltato da tante persone qualunque cosa io faccia. Invece di sentirmi sotto pressione per il nuovo disco, mi sentivo ispirato di poter inserire qualcosa di diverso in questo lavoro. Mi sento soddisfatto”. Quello che mi colpisce di più, però, è questa dichiarazione: “Viviamo in un mondo in cui l’uomo più soffre più vive. Io mi sono sempre lanciato alla ricerca dell’amore e poi ho compreso, dopo aver sciolto anche dei nodi, che l’amore può essere anche una cosa semplice”. Forse è individuabile in questa frase il senso del mio pensiero. Ora che Tiziano si sente felice e ha trovato ciò che cercava non ha più bisogno di sentirsi così disperato e questo traspare agli occhi di chi più profondamente si riconosce nei suoi testi. La sua esigenza – più che lecita –  è quella di raccontare e  scrivere il suo attuale stato d’animo. Ma lui sostiene tutt’altro: “Sciogliendo dei nodi e liberandomi dei fantasmi mi ero chiesto se avrei perso la vena. Ma ho scoperto che non dipendeva dal dolore la mia ispirazione. Passa attraverso il sorriso e la sensibilità, che comunque non cambiano. Nasce in maniera spontanea”. Ma l’assenza di questa sofferenza è un punto focale che in tanti hanno notato. “Trovare l’equilibrio e diventare una persona serena non vuol dire essere uno che ride tutto il giorno come un deficiente. L’importante è non cadere nell’errore di sentirsi già risolti. Ho sciolto dei nodi che hanno fatto bene a tante parti del mio inconscio. Quando sono tornato a cantare, sono rimasto preoccupato dal cambiamento della mia voce. La voce è il centro su cui convogliano umori, stress e cose belle della vita. Così le corde vocali si modificano durante il canto”.

Se Tiziano è felice e questo è il suo modo di raccontarlo ben venga. Da suo fan non posso che augurargli il successo che merita come artista e come persona.

About Luca Mastroianni

E' nato a Roma ed è un giornalista pubblicista. Ha lavorato presso Legambiente e il Ministero dell'Ambiente, collaborando con agenzie e uffici stampa e occupandosi di attualità, diritti e corsi di giornalismo. Oltre alla scrittura ha grande passione per il calcio, il tennis e la musica. Della televisione ama soprattutto le serie tv degli anni Ottanta e Novanta: da Twin Peaks a La Tata, da C.S.I. a Friends, da I Griffin a Sex & the city.

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