Canone Rai: istruzioni per l’uso. Scade oggi il termine per pagare la tassa

By on gennaio 31, 2012

text-align: center”>Istruzioni per pagare il canone Rai

Mancano poche ore alla scadenza del termine per il pagamento del canone Rai: il 31 gennaio è infatti l’ultimo giorno utile per pagare la tassa sulla tv di Stato, che quest’anno ammonta a 112 euro (1,50 in più rispetto allo scorso anno, ndr). Posto che il canone è la tassa più evasa in Italia (il 27% degli italiani non la paga), sarà il caso di ricordare che chiunque detenga almeno un apparecchio in grado di ricevere trasmissioni televisive è tenuto al pagamento del canone, indipendentemente dall’utilizzo che se ne fa. Insomma, dichiarare di non guardare i canali Rai non è una buona scusa per non pagarlo. Ci si metta anche che da quest’anno la banca dati del Fisco, il supercomputer Serpico, potrà individuare gli utenti che non pagano il canone tra coloro che sono abbonati tramite Rid bancario alla pay Tv, confermando dunque di esssere in possesso di almeno un televisore.

In vista della scadenza di oggi, la puntata di ieri sera di Porta a Porta ha messo in scena un megaspot a favore della Rai e del canone, in un salotto più che mai affollato: dalla Carlucci alla Clerici, da Floris a Giletti, da Conti alla Venier a Magalli, tutti (o quasi) i volti Rai hanno speso due ore a decantare l’importanza di pagare il canone Rai per sostenere il “servizio pubblico“, che altrimenti, con i soli introiti pubblicitari, non potrebbe garantire tutti quei programmi (quali?) che caratterizzano la sua missione di servizio pubblico. Al posto del consueto plastico, Bruno Vespa ha optato per un cesto di panini, per veicolare una sottile metafora: “Il canone costa quanto questa rosetta: 30 centesimi al giorno. Non valiamo 30 centesimi al giorno?“. Avendo di recente scoperto quali sono realmente i programmi finanziati dal contributo dei cittadini, la risposta la lasciamo a voi.

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Così tra i sondaggi dagli esiti contraddittori di Mannheimer e le interviste ad hoc per incrementare il luogo comune secondo cui i meridionali (e i napoletani in particolare) non pagherebbero il canone, la vera questione è rimasta sullo sfondo: il disamoramento della gente nei confronti della Rai dipende dalla percezione che il “servizio pubblico” è sempre più “al servizio di qualcuno“. E questo qualcuno non è certo il pubblico. Quando Piero Angela prova timidamente ad introdurre nella discussione il tema dell’invadenza della classe politica in Rai, parte la nenia di Vespa su come anche negli altri paesi il servizio pubblico sia controllato ora dal Parlamento ora dal Governo, e a nulla valgono i tentativi di Angela (l’unico a porre la questione, nel silenzio assordante di tutti gli altri partecipanti, Floris compreso) di spiegare che il senso delle istituzioni nei paesi del Nord Europa nulla ha a che vedere con l’occupazione partitica delle stesse che regna sovrana nel nostro Paese.

Ora, posto che Bruno Vespa e compagnia hanno già provato a convincervi della bontà del canone (e non intendiamo indagare sui risultati di questa operazione), noi ci limiteremo a fornirvi alcune informazioni, queste sì di servizio, su come mettervi in regola col fisco: d’altronde, mai come quest’anno, i modi attraverso cui pagare il canone sono tanti e diversi. Si può pagare con il consueto bollettino presso l’ufficio postale o le tabaccherie convenzionate Sisal e Lottomatica, via Internet o attraverso gli sportelli bancomat degli istituti convenzionati, o ancora telefonicamente con carta di credito al numero verde 800.191.191. Chi non volesse corrispondere per intero la somma in una sola volta, può anche rateizzare l’importo, versandolo in due rate da 57,16 euro, rispettivamente entro il 1° febbraio e il 31 luglio. Insomma, dal canone non si scappa. A meno che si abbiano più di 75 anni e un reddito non superiore a 6.714,00 euro: per usufruire dell’esenzione occorre presentare la domanda presso gli uffici dell’Agenzia delle entrate, oppure presentare, presso la stessa sede, una disdetta del canone, seguendo le indicazioni contenute della sezione abbonamento tv del sito www.abbonamenti.rai.it.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

One Comment

  1. Myriam Ambrosini

    gennaio 31, 2012 at 15:56

    Ci hanno tanto sbandierato il “servizio pubblico”, ma per i nostri cervelli poco recettivi non è ancora ben chiaro in che cosa in realtà consista. Il paragone con le reti mediaset poie reti esecrabilmente commerciali! – è stato negativo per quest’ultime,anche se le reti rai sono ormai altrettanto infarcite di pubblicità… Ma anche mediaset non dà forseun “servizio pubblico” attravesro i telegiornali, i documentari o trasmissioni di alta informazione come, per esempio,”Terra”?.
    Tornando poi alla simbolica “rosetta” tanto esibita da Bruno Vespa e che ha il “misero” costo di soli 30 centesimi: si è mai chiesto, il pluriproprietario di case ed altro ,quanto 112 euro possono essere pesanti per individui anziani e con la pensione al minimo? Forse qualche vecchietto non arriva neanche a potersi comprare la rosetta o michetta ed è, purtroppo, costretto a cercarsi nella televisione l’unica compagnia.
    Dovrebbero avere più rispetto per l’intelligenza delle persone, ma anche per le rloro effettive difficoltà
    Grazie

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