Di Pietro-show da Fazio a Che tempo che fa: “Sei contento pure tu che non c’è Berlusconi”

By on gennaio 29, 2012
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L’epoca del postberlusconismo è dura per tutti, televisivamente parlando: se qualche tempo fa il comico Antonio Cornacchione ammetteva che senza Silvio far ridere era diventato più difficile per i comici, adesso cominciano a notarsi i primi effetti anche sui politici. Non a caso ieri sera a Che tempo che fa Antonio Di Pietro ha fatto pochissime volte riferimento all’ex presidente del consiglio e lo abbiamo visto nei panni quasi inediti di un politico che parla di politica. Un fatto ovvio negli altri Paesi forse, da noi molto meno. Ma i ventiquattro minuti di intervista non potevano non comprendere qualche frecciatina all’antico nemico:

Dì che sei contento pure tu che non c’è più Berlusconi” – ha fatto l’ex magistrato al conduttore Fabio Fazio, suscitando l’ilarità generale in studio. “Io sono un presentatore, sono sempre freddo” – ha risposto molto ironicamente l’altro. Dopo questi piacevoli convenevoli, ci si è buttati a capofitto sulla difficile situazione italiana: l’appoggio al governo Monti a determinate condizioni, il sì alle liberalizzazioni ma soprattutto l’introduzione caldeggiata ampiamente dal leader dell’Italia dei Valori di tre “regolette” come ama definirle lui, sulla determinazione di chi deve avere diritto di entrare in Parlamento.

Punto primo: il divieto di accesso alle cariche pubbliche a chi è già stato condannato, un pensiero che lo accomuna molto a quello di Beppe Grillo (“Tra san Vittore e Montecitorio uno cosa sceglie?”) Secondo: il divieto di accesso alle cariche pubbliche per chi è stato rinviato a giudizio,perchè uno non può governare e poi essere giudicato“. Terzo e ultimo punto: l’incompatibilità tra cariche pubbliche e il mestiere esercitato perchè “ormai in Parlamento siamo metà avvocati e metà imputati“, una riflessione forse iperbolica ma che ha scatenato l’ennesima risata collettiva.

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Tonino Di Pietro però si distingue da Grillo sullo ius soli, ovvero l’estensione della cittadinanza anche ai figli di immigrati nati e cresciuti nel nostro Paese: “Sì, sì, sì. Che colpa o che merito hanno questi che sono nati, sono cresciuti, hanno pagato le tasse in Italia?”. Qualcuno lo potrebbe accusare di populismo ma da un punto di vista della comunicazione Di Pietro è paradossalmente l’erede di Berlusconi: la sua assenza di politichese nell’eloquio e una vasta gamma di metafore nell’esposizione lo rendono comprensibile anche a chi non legge i giornali, mirando probabilmente proprio a quella fascia di elettori più sofferente sotto i colpi del governo precedente.

About Marcello Filograsso

Studia Giornalismo all'Università degli Studi di Bari e ha esperienza come blogger e addetto stampa di un giovane politico della sua città. Il suo primo amore è la televisione, soprattutto per le serie tv americane come le sitcom "Will & Grace", "Modern Family" e "Tutto in famiglia". Ha la passione per il canto - che sfoga solo al karaoke - e segue con molto interesse i talent show come "X Factor", da quest'anno su Sky. Ama leggere quotidiani, settimanali e libri che parlano di televisione. Il suo modello di critico televisivo è Aldo Grasso. Il suo ambizioso sogno è condurre il Festival di Sanremo.

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