Frequenze tv: Passera porta la questione beauty contest in Consiglio dei Ministri

By on gennaio 19, 2012
Corrado Passera Ministro

Il famoso beauty contest, la procedura pubblica che assegna gratuitamente sei multiplex di frequenze digitali alle grandi aziende televisive del Paese, sarà discusso domani in Consiglio dei Ministri nell’ambito del decreto sulle liberalizzazioni: ad annunciarlo è stato ieri il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera. Esattamente un mese fa, l’esecutivo tecnico accolse alla Camera tre ordini del giorno di Lega, Italia dei Valori e Partito democratico, che proponevano l’annullamento del bando di gara per l’assegnazione delle frequenze (voluto e approvato dall’ultimo governo Berlusconi, ndr) e indicavano nell’asta a titolo oneroso la soluzione più giusta e redditizia per le casse dello Stato. Il ministro Passera ha confermato la sua disponibilità a rivalutare la questione nell’ottica di una possibile gara pubblica: “La procedura di beauty contest – ha dichiarato il ministro – è stata prevista in un contesto economico e sociale molto diverso dall’attuale. Nel momento in cui il governo chiede sacrifici ai cittadini, ha il dovere di dimostrare di saper valorizzare al massimo le risorse dello Stato, specie dove tali risorse sono limitate e tali da costituire un potenziale strumento di crescita per il Paese“.

Tutto lascerebbe pensare che l’ipotesi della distribuzione gratuita delle frequenze si allontani sempre di più: lo stesso Ministro ha rilevato infatti “l’esigenza di una riconsiderazione seria e approfondita nell’interesse pubblico generale sull’utilizzo delle frequenze messe a gara, anche al fine di valutare eventuali benefici economici per lo Stato derivanti dalla loro valorizzazione. Le frequenze hanno infatti un valore strategico oltre che economico che va attentamente ponderato“. Secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano, però, è meglio frenare gli entusiasmi, poichè fonti vicine al Ministero dello Sviluppo avrebbero precisato che nulla è stato ancora deciso: “Non è detto che il beauty contest sia sospeso, è solo una delle ipotesi. In queste settimane abbiamo raccolto numerosi pareri valutando la procedura d’infrazione europea che resta aperta, non sappiamo che tipo di provvedimenti saranno presi né i tempi previsti“.

Certo è che la soluzione della gara pubblica, oltre a garantire il pluralismo e la concorrenza del mercato, permetterebbe allo Stato di introitare una cifra stimata tra i 4 e i 16 miliardi di euro. Altrettanto certo, però, è che le big televisive che avrebbero ricevuto gratuitamente i nuovi fasci di frequenze del digitale terrestre (Mediaset, Rai e La 7) non sarebbero certo entusiaste dell’eventuale inversione di rotta. A conferma di ciò (ammesso che ce ne fosse bisogno), qualche giorno fa è intervenuto sull’argomento anche uno dei diretti interessati, il vicepresidente di Mediaset Piersilvio Berlusconi, con un’intervista alla Stampa: “Pensare a un’asta non solo sarebbe ingiusto e iniquo, perché in tutta Europa si è proceduto con assegnazione gratuita. Ma sarebbe anche non realistico: per il business televisivo il vero problema non sono le frequenze, ma i pesanti investimenti per creare contenuti competitivi di livello. Lo dice il mercato, non noi“.

Intanto solo domani, dopo la riunione del Cdm, scopriremo quale sarà la sorte prevista per le frequenze rese disponibili dal riordino dello spettro di trasmisssione col passaggio al sistema televisivo digitale: il pacchetto liberalizzazioni potrebbe essere l’ultima chance per annullare definitivamente il favore che il governo Berlusconi, nelle sue ultime battute, aveva riservato al Premier. Riusciranno i tecnici a rimettere ordine tra le anomalie generate dai politici di professione?

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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