“Il restauratore”, la scheda di Lando Buzzanca

By on gennaio 22, 2012
foto lando buzzanca

text-align: center”>foto lando buzzanca

Questa sera sapremo cosa accadrà nella terza puntata della serie tv Il restauratore, diretta da Giorgio Capitani e Salvatore Basile messa in onda dalla Rai. Forte dei suoi 5 milioni e mezzo di telespettatori settimanali la produzione di Albatross Entertainment e Rai Fiction ha visto il ritorno in tv di uno degli attori italiani più noti della commedia degli anni Settanta, quella che per definizione è sempre stata definita trash e che solo negli ultimi anni è tornata alla ribalta diventando un cult. Eppure la carriera di Buzzanca è lunga e varia. Dopo aver completato gli studi a Palermo, città di nascita, frequenta alcuni corsi di recitazione all’Accademia Sharoff – di cui ora è presidente onorario – accompagnando la sua passione con dei lavori saltuari. Comincia poi come comparsa ad affacciarsi al mondo del cinema. Lo si può notare tra gli schiavi della galea nel kolossal Ben-Hur. Il debutto ufficiale arriva nel 1961 con Pietro Germi che lo sceglie per il ruolo di Rosario Mulè in Divorzio all’italiana. Poi è Antonio, il fratello della protagonista, in Sedotta e abbandonata. A questo punto la carriera di Buzzanca volta decisamente alla scelta di ruoli stereotipati che lo rappresentano sempre come il tipico maschio siciliano alla conquista delle donne ma sempre un po’ tonto. Per questo motivo la critica cinematografica lo definisce una specie di caratterista e lo relega a interprete del cinema di serie B, fatta eccezione del ruolo di protagonista nel Don Giovanni in Sicilia di Alberto Lattuada prodotto nel 1967.

lando-buzzanca-in-una-scena-del-film-tv-mio-figlio

Negli anni che seguono i suoi ruoli cinematografici sono esaltati dagli estimatori della sua vena comica e della sua recitazione spontanea. Una testimonianza diretta è il programma televisivo Signore e signora, condotto in coppia con Delia Scala, trasmesso per sette puntate il sabato, nel quale si raccontano le vicende di una coppia di sposi e si analizzano l’evoluzione del rapporto dal primo incontro al matrimonio, passando per la vita a due e per i conflitti amorosi. E’ un grande successo, tant’è che la sua battuta “mi vien che ridere” è rimasta indelebile per anni tra il pubblico. La trasmissione dà una svolta anche alla sua carriera cinematografica e i suoi film cominciano ad avere successo. Il più importante, tra questi, è sicuramente Il merlo maschio, commedia erotica all’italiana del 1971 diretta da Pasquale Festa Campanile. Buzzanca interpreta un colletto bianco che sfoga le proprie frustrazioni facendosi prendere dalla smania di esporre pubblicamente le grazie intime della moglie, interpretata da una splendida Laura Antonelli. Sull’onda del successo di queste produzioni l’attore comincia a recitare in coppia con alcune delle attrici del momento: Claudia Cardinale, Catherine Spaak, Barbara Bouchet, Senta Berger e Joan Collins. La maturità attoriale lo porta a scegliere autonomamente i ruoli da interpretare, come avviene per L’arbitro, Il sindacalista e Nonostante le apparenze… e purché la nazione non lo sappia… all’onorevole piacciono le donne, in cui si diverte a curare le parodie di personaggi realmente esistenti e facilmente riconoscibili. Per questi ruoli viene definito dalla stampa del tempo Homo Eroticus, a metà strada tra Homo erectus e Homo sapiens, una specie di personaggio in via di estinzione grazie alla rivoluzione culturale degli anni Settanta e al femminismo che imperversava in quel periodo. Un personaggio che, stante i fatti, ancor oggi in Italia è ampiamente diffuso. Verso il calare degli anni Settanta iniziano a diminuire gli interessi per questi personaggi. Cambia il tipo di comicità e per Lando Buzzanca cominciano a diminuire gli impegni cinematografici. Si rifiuta infatti di prendere parte alla commedia erotica che renderà famosi personaggi quali Alvaro Vitali, Edwige Fenech, Gloria Guida e Gianfranco D’Angelo. Decide pertanto di passare alla radio, dove per qualche anno è protagonista di Gran varietà con il grottesco “Buzzanco”, il personaggio inventato per la serie Signore e signora. Passa poi al teatro per alcuni anni, tornando in tv nel 2005 con la fiction intitolata Mio figlio, diretta da Luciano Odorisio, nel ruolo del padre di un ragazzo omosessuale. Nonostante il grande successo ottenuto Lando Buzzanca è attaccato da alcuni esponenti del centrodestra a causa delle tematiche della fiction. Da sempre infatti l’attore ha manifestato una simpatia per la destra e ha raccontato di essere stato boicottato da produttori e registi di sinistra per le sue idee. Dopo aver partecipato ad altre serie tv tra cui Capri 3 e I vicerè, quest’anno è tornato in tv con Il restauratore. La sua popolarità è arrivata oltralpe. In paesi come Francia, Giappone, Grecia, Israele, Spagna e Svizzera, Buzzanca è considerato la tipica icona di maschio italiano provinciale e furbo che non riesce a costruire niente di concreto.

About Luca Mastroianni

E' nato a Roma ed è un giornalista pubblicista. Ha lavorato presso Legambiente e il Ministero dell'Ambiente, collaborando con agenzie e uffici stampa e occupandosi di attualità, diritti e corsi di giornalismo. Oltre alla scrittura ha grande passione per il calcio, il tennis e la musica. Della televisione ama soprattutto le serie tv degli anni Ottanta e Novanta: da Twin Peaks a La Tata, da C.S.I. a Friends, da I Griffin a Sex & the city.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *