Il Restauratore, quando i Medium vincono sui Carabinieri

By on gennaio 16, 2012
Una scena del Restauratore foto

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Non c’è niente da fare, ormai i gusti degli spettatori sono cambiati e lo dimostra sempre di più la  propensione del pubblico televisivo a un determinato tipo di fiction che oltre all’indagine bella e buona ci aggiunge un non so che di paranormale. La luccicanza ossia quella naturale propensione a vedere oltre vince, è indiscutibile e ne sa qualcosa Distretto di polizia che nella puntata di ieri, l’ultima della serie,  è stata seguita da 3.027.000 spettatori con l’11,10% di audience , un nulla contrapposto al 19,92% di share de Il Restauratore,  incollando allo schermo di Rai Uno ben 1 5.429.000 spettatori consentendo alla rete ammiraglia della Rai di aggiudicarsi la pole position della prima serata in fatto di ascolti. Sembra sempre più inesorabile: va bene la fiction investigativa ma solo se al suo interno c’è qualcuno dotato di poteri paranormali, come un Basilio ne Il Restauratore o Gabriel Antinori ne Il Tredicesimo Apostolo e ancora una bambina come è stato nella fiction I cerchi nell’acqua. Ormai il poliziotto bell’e buono, paladino della giustizia con una carriera senza macchia e senza paura non fa più audience perché ormai lo spettatore è alla ricerca del trascendentale, di qualcosa che lo stimoli sia da un punto di vista prettamente giallistico ma anche sull’inspiegabile, su quel sesto senso tipico dei Medium che vanno al di là del verosimile.

 

La divisa da carabiniere da sola non basta più, ciò che il pubblico chiede è un personaggio dal passato oscuro dotato di poteri paranormali, capace di prevedere il futuro e magari grazie a questo dono soppiantare la realtà dandola in barba ai malviventi, così come accade ne Il Restauratore con Lando Buzzanca e Martina Colombari. Un plot vincente che pare non stancare lo spettatore nonostante il proliferare di fiction sulla stessa tematica, sintomo indiscutibile che probabilmente lo spettatore televisivo è in cerca di evasione, addirittura rispetto alla consueta “normalità televisiva” investigativa, fatta di divisa e tesserino o semplicemente da un acume piuttosto intuitivo. Ebbene ormai è indiscutibile, i medium tirano di più di poliziotti e carabinieri e pare che gli autori televisivi ne abbiano preso atto. Si ma fino a quando si registrerà questa predilezione? E se lo spettatore si stancasse anche di questo? Per ora gli ascolti parlano chiaro, ma vedremo fino a quando…

About Alessia Onorati

E' laureata in Lettere indirizzo Discipline dello Spettacolo con una tesi sul metalinguaggio nel cinema documentario. Sin dalla tenera età amante della scrittura, è approdata al mondo del giornalismo con uno stage post universitario in un giornale locale della sua zona di residenza per poi iniziare varie collaborazioni da free lance con mensili di spettacolo e siti web. Appassionata di letteratura, viaggi, teatro e cinema, non può fare a meno della tv e soprattutto adora i programmi gialli e horror, nonché di mistero e approfondimento culturale "di qualità".

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