La caduta, questa sera su Rai3: il film sugli ultimi giorni di Hitler

By on gennaio 30, 2012
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text-align: justify”>La caduta questa sera su Rai3Per onorare la giornata della memoria (27 gennaio) appena trascorsa, Rai3 propone La caduta – Gli ultimi giorni di Hitler, questa sera in prime time alle 21.10. La pellicola del 2004 diretta da Oliver Hirschbiegel, racconta i fatti della Seconda Guerra Mondiale da una prospettiva particolare: si tratta degli ultimi dieci giorni di Hitler, ultimi giorni di vita del Fuhrer e del Reich, trascorsi nel fondo di un bunker. 150 minuti per ripercorrere la fine di un delirio che, da lì in poi, non avrebbe smesso di creare interrogativi. Si parte dal 20 aprile 1945, giorno del cinquantaseiesimo compleanno di Adolf Hitler fin anche il giorno del suo suicidio nel bunker di Berlino (30 aprile del 1945). Il film è ispirato a due libri: La disfatta, scritto da Joachim Fest (storico del Terzo Reich ed autore di diverse biografie su Hitler), e Fino all’ultima ora, diario di Traudl Junge, la segretaria del Fuhrer.

Se la prima parte del film vede Hitler protagonista delle vicende, l’ultima scruta nell’animo di chi, vicino al Fuher fino alla fine, viene catapultato in un mondo senza Hitler, in preda alla paura e allo sbando. La caduta si presenta come l’ultima tragica puntata di una storia che comincia tra le sbarre della prigione di Landsberg, dove uno ancora sconosciuto Hitler sconta la pena per il fallimento del Putsch di Monaco (colpo di stato). In quel carcere Hitler scriverà il Mein Kampf, La mia battaglia: una sorte di confessione a priori dei pensieri della sua mente; lì c’era già tutto quanto: lo sterminio degli ebrei, la superiorità della razza ariana, gli intenti politici.

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Ripensando ai fatti della Seconda Guerra Mondiale una domanda ritorna sempre con forza alla mente: Come è stato possibile? E per quanto nessuno mai potrà dare una risposta definitiva agli interrogativi sulla shoah, la storia insegna che l’avvento di Hitler fu propiziato dalla sua grande, immensa e diabolica capacità di far leva su un sentimento nazionale che ancora sanguinava per la sconfitta della Grande Guerra e che recriminava per i severi trattati di Versailles. Ma a spianare la strada ad Hitler fu la grande depressione del ’29 che mise in ginocchio la Repubblica di Weimar. Dalla voglia di riscatto e di benessere del popolo tedesco alla Soluzione Finale per la questione ebraica c’è di mezzo quella che Hitler pensò come una guerra lampo. C’è anche la coscienza di uomini comuni, il loro rapporto con quella che Hannah Arendt definì la banalità del male. Una volta che tutto si concluse tra i fedelissimi di Hitler c’è chi tentò di difendersi appellandosi all’impotenza, alla paura e alla forza incontrastabile che il Fuhrer dimostrava.

La caduta ci vuole mostrare che anche Hitler era un uomo, sicuramente un folle, ma un uomo. E che il male che quegli anni hanno conosciuto è responsabilità di molti e non di uno soltanto. Rai3 offre l’occasione di ripercorrere l’abisso nel quale l’umanità sprofondò; abisso del quale, senza retorica alcuna, è doveroso fare memoria.

About Gianrico D'Errico

Nato a Cisternino (BR) nel 1988. Laureto in Filosofia è laureando in Scienze Filosofiche a Padova. Ama le serate con gli amici (preferibilmente a casa con coperta e cioccolata calda). Da sempre lo accompagna la passione per il cinema, gli sono irresistibili le commedie nere. Diventare giornalista è una delle tante opzioni che ha appuntate sul suo taccuino delle cose da fare da grande (assieme all'astronauta e l'inventore di cose utili). Per adesso ci prova con tanta passione per la scrittura e la televisione.

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