Messaggio di fine anno del capo dello Stato su 5 canali tv in chiaro

By on gennaio 1, 2012
Giorgio Napolitano Foto

Ieri sera, come consuetine, il messaggio di fine anno del capo dello Stato agli italiani. Per Giorgio Napolitano (nella foto, tratta da quirinale.it) è stato il sesto e dunque penultimo discorso. E’ un anno, quello che ci siamo lasciati alle spalle, che ha visto il Presidente come assoluto protagonista della vita politica nazionale. Giornali nostrani e internazionali lo hanno celebrato come il più importante personaggio italiano del 2011. Il sito del Fatto Quotidiano ricorda l’etichetta che gli fu appiccicata da Beppe Grillo. Il comico genovese lo definì “Morfeo”, il Dio del sonno. Oggi Napolitano viene invece accusato, da più parti (ovvero Lega e Idv), di eccessivo interventismo. Il capo dello Stato, quando il governo Berlusconi era in coma irreversibile, ha subito individuato in Mario Monti il sostituto. Ha convinto leader internazionali e partiti che quella era la soluzione migliore, l’unica per “salvare il paese” dalla catastrofe (questa la versione ufficiale dei media nostrani). Ma autorevoli quotidiani internazionali hanno scritto che, al contrario, è stata la cancelliera tedesca Angela Merkel a ‘dettare’, ‘imporre’, il nome del professore al nostro capo dello Stato. Difficilmente sapremo la verità, ma resta il fatto che Napolitano, nel 2011 che se n’è appena andato, si è esposto come non mai, dichiarando apertamente di ‘fare il tifo’ per Monti e di considerarlo la sola via possibile, mentre le elezioni (che però in Spagna hanno fatto e senza conseguenze negative) avrebbero rischiato di segnare la disfatta finale della Penisola.

Ieri, nel tradizionale messaggio agli italiani, il capo dello Stato ha ribadito idee già ampiamente espresse nelle settimane, se non negli anni scorsi. In sintesi: il periodo è difficilissimo per la nostra economia e la nostra società, anche perché la ricchezza si sta spostando verso i paesi emergenti; ma l’Italia, unita, può e deve vincere la sfida, accettando il cambiamento e cioè le riforme. Quali? E’ da quando Berlusconi è sceso in politica – per non dire prima – che non si fa altro che parlare di riforme. In genere le riforme a cui abbiamo assistito sono state leggi ad personam e pro lobby. Riuscirà, Monti, a fare meglio del suo predecessore? Non è che ci voglia molto, ma sin qui non vi è riuscito, visto che l’anno nuovo ci regala subito aumenti di imposte, di tasse e di benzina.

Ma torniamo al messaggio di ieri di Napolitano, trasmesso da ben 5 canali tv in chiaro: Rai Uno, Rai Due, Rai Tre, Canale 5 e LA7. Gli italiani hanno preferito Rai Uno, dove il discorso ha avuto 4,8 di spettatori e uno share del 27%. Sul canale Mediaset 2,2 milioni di telespettatori e share al 12,1%. Un po’ a sorpresa su questo podio virtuale c’è LA7: gli spettatori sono stati 1,1 milioni e lo share è stato del 6,3%.

About Gianni Monaco

Nato nel 1981 a Modica (Ragusa), ha conseguito la laurea specialistica in Editoria, Giornalismo e Comunicazione multimediale, e anche in Filologia Moderna. Fa parte dell’Ordine dei Giornalisti dal 2006. Ha iniziato a scrivere per i giornali locali della sua provincia nel 1999; fino al 2007 è stato corrispondente del Quotidiano di Sicilia. Attualmente collabora con diverse aziende operanti nel web, come Ciaopeople e Dopstart. Infine ha pubblicato alcune battute sull’Almanacco Luttazzi della Nuova Satira Italiana (Feltrinelli, 2010). Adora Woody Allen e Luigi Pirandello.

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