Mi ricordo Anna Frank, la recensione: il dolore e la necessità del ricordo

By on gennaio 24, 2012
Il film di Rai Uno Mi ricordo Anna Frank

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Come si può non ricordare quando il dolore, tangibile, viene trasmesso, storia nella storia, in un resoconto che risulta ancora attuale? La storia di Anna Frank, ragazza morta a 16 anni nel campo di concentramento di Bergen-Belsen , ha inaugurato il palinsesto televisivo del Giorno della Memoria che si commemorerà il 27 gennaio, con il film Mi ricordo Anna Frank tratto dall’omonimo libro di Alison Leslie Gold, la scrittrice americana che ha raccolto, dopo 40 anni la fine della guerra, la  testimonianza di Hanneli Goslar, migliore amica della giovane Anna Frank. Le due ragazze, legate da un’amicizia sincera, sono costrette a separarsi a causa delle leggi razziali di Hitler che deporteranno entrambe nel campo di concentramento di Bergen-Belsen. Soltanto Hanneli, che gode di maggiori privilegi, potrà salvarsi al contrario dell’amica che troverà la morte pochi mesi dopo l’entrata nel lager nazista. Una storia emblematica che palesa il dolore dell’abbandono, del ricordo e allo stesso tempo la necessità di tramandare la memoria esplicitando la tragedia umana proprio perché una cosa simile non abbia più luogo. Anna Frank, simbolo della Shoah, realizza il suo sogno di diventare scrittrice grazie al suo Diario, ma non diventerà mai grande e il suo viso di bambina, immortalato in foto d’epoca di assoluta serenità, diventerà per sempre l’immagine immutabile dell’innocenza data in pasto alla cattiveria umana.

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Tante le microstorie che gravitano intorno ad Anna, quella del padre Otto Frank, che sopravvissuto alla famiglia continuerà nel diffondere il suo ricordo e anche quella di Miep Gies,  collaboratrice di Otto che rischiando ogni cosa riesce a tenere nascosta l’intera famiglia Frank nell’alloggio segreto ad Amsterdam fino al tragico epilogo a cui la donna non potrà ribellarsi ma riuscirà a conservare il Diario di Anna, che consegnerà ad Otto e così all’intera umanità. Un film di indubbio pathos e grande umanità, contrapposta alla barbarie, ugualmente umana dei soldati nazisti, ma inarrivabile, irreprensibile e per questo ritenuta inspiegabile e drammaticamente tragica. L’ultimo incontro tra Hanneli ed Anna è una delle immagini più commoventi del film in cui le due ragazzine, diventano improvvisamente adulte e,  in quel luogo senza tempo e senza spazio in cui sono obbligate ad essere numero, abbandonano per sempre i loro sogni di adolescenti  attraverso il loro insospettabile addio.

 

 

About Alessia Onorati

E' laureata in Lettere indirizzo Discipline dello Spettacolo con una tesi sul metalinguaggio nel cinema documentario. Sin dalla tenera età amante della scrittura, è approdata al mondo del giornalismo con uno stage post universitario in un giornale locale della sua zona di residenza per poi iniziare varie collaborazioni da free lance con mensili di spettacolo e siti web. Appassionata di letteratura, viaggi, teatro e cinema, non può fare a meno della tv e soprattutto adora i programmi gialli e horror, nonché di mistero e approfondimento culturale "di qualità".

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